27 gennaio: spiegare ai bambini la Giornata della Memoria

Insegnare ai bambini l'importanza del ricordo delle vittime dell'Olocausto

di Anna Maria Cantarella 26 gennaio 2018 20:47

Il 27 gennaio, data del 1945 nella quale vennero aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz liberando i superstiti, è diventata la Giornata della Memoria. La ricorrenza internazionale commemora le vittime dell’Olocausto e la persecuzione degli ebrei, dei rom, degli omosessuali e di altre persone ritenute indesiderabili dai regimi totalitari dell’epoca.

Spiegare ai bambini un concetto così doloroso può non essere semplice ma è comunque indispensabile fermarsi a riflettere e cominciare con loro un percorso di approfondimento che stimoli la sensibilità sul tema. In genere i bambini iniziano a parlare del tema alla scuola primaria, in quinta elementare, periodo nel quale si approfondisce questo periodo storico. Poesie, racconti e documentari possono essere d’aiuto per affrontare il tema ma è fondamentale che tutte le attività abbiano sempre la mediazione di un adulto, che sia l’insegnante o il genitore.

La lettura può essere un’utile strategia per avvicinare bambini e ragazzi al tema dell’Olocausto. Tra i testi più adatti, c’è sicuramente il libro di Joseph Joffo, “Un sacchetto di biglie”, che racconta la storia di due fratellini ebrei che attraversano l’Europa per sfuggire alle SS. Anche il libro “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman racconta l’amicizia tra un ragazzino ebreo ed un coetaneo tedesco durante la dittatura nazista in Germania. Questi romanzi, senza mai indugiare sulla violenza di quel periodo storico, raccontano alla perfezione questo periodo storico e le sue atrocità.

Gli esperti consigliano anche di evitare, nello spiegare la Giornata della Memora, di utilizzare un approccio traumatico indugiando su temi come violenza e morte, ma soprattutto è importante non utilizzare le solite frasi fatte, “per non dimenticare” o “mai più”, per evitare di svuotare di significato, togliere il vero senso alla giornata di commemorazione e quindi annoiare i più piccoli.

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