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Cinque sintomi del cancro che le donne ignorano

I tumori ginecologici possono colpire la cervice, le ovaie, l'utero, la vagina e la vulva. Diagnosticarli in tempo, secondo gli esperti, è l'arma più efficace.

di Giorgia Martino 25 settembre 2012 18:14

La maggior parte delle donne non sa quali sono i sintomi dei tumori ginecologici, né sono particolarmente coscienti dei segni correlati agli organi riproduttivi secondo un nuovo studio, come il mal di schiena e l’aumento delle minzioni.

Ci sono cinque principali tumori ginecologici: alla cervice, ovarici, uterini, vaginali e vulvari. Lo screening è raccomandato solo per il cancro al collo dell’utero.

Pertanto, una diagnosi precoce può essere legata a quanto le donne riconoscono i sintomi e a quando fanno una visita medica.

La ricercatrice Cynthia Gelb, una specialista in comunicazione per la Salute presso i Centers for Disease Control and Prevention, afferma: “I nostri risultati mostrano la forte necessità di informare le donne sui sintomi dei tumori ginecologici, e su quando ricorrere a delle cure”. Lo studio in questione è stato pubblicato online il 3 settembre sulla rivista Family Practice.

I sintomi del cancro

Secondo vari studi, tra i cinque tipi di tumori ginecologici, quello più diffuso è il cancro al collo dell’utero, mentre quello più fatale è il cancro alle ovaie.

Nello studio di cui sopra, la Gelb e i suoi colleghi hanno condotto delle interviste su 132 donne di età compresa fra i 40 e i 60 anni, residenti a Chicago, Los Angeles, Miami e New York City, e divise in gruppi da 7-9 partecipanti, intervistate per un arco di tempo di circa 2 ore.

Ad ogni donna partecipante veniva consegnato un elenco di otto sintomi di tumori ginecologici, anche se l’elenco non veniva etichettato come tale, e nel corso della discussione l’intervistatore non usava la parola ‘sintomi’. Le partecipanti allo studio indicavano quale sintomo le riguardava di più, e i gruppi poi discutevano su cosa poteva causare ciascuno dei sintomi.

Il sintomo più preoccupante per le donne erano insolite perdite vaginali di sangue, recepito come segno di “qualcosa di serio”, e alcune vi riscontravano un possibile sintomo di cancro.

Molte donne, poi, dicevano che anche un’alterazione della cute della vulva potrebbe indicare qualcosa di grave, anche se meno donne correlavano questo sintomo al cancro. Altre affermavano che un possibile segno di cancro poteva essere un dolore nella zona pelvica.

C’erano cinque sintomi che poche donne identificavano come possibile segno di cancro: prurito o bruciore vaginale, dolori alla schiena o all’addome, stanchezza prolungata, necessità di urinare più spesso del solito e gonfiore. Sostiene la Gelb:

Tutti questi sintomi non vengono visti come un qualcosa per cui vedere un medico. Molte persone potrebbero sentirsi spesso stanche, gonfie nel periodo delle mestruazioni, e dopo la menopausa le donne urinano in modo più frequente o comunque con uno stimolo più urgente.

Cosa è normale e cosa no?

Una chiave per riconoscere quando un comune sintomo potrebbe indicare il cancro potrebbe essere, secondo la Gelb, un cambiamento rispetto alla routine di ciascuna donna. Le donne sanno in genere quanto pesano, se si sentono normalmente gonfie se mangiano in fretta, e se la schiena fa più male in certe circostanze, tipo nel periodo premestruale o se si sta in piedi troppo tempo. Anche nel caso delle perdite di sangue dalla vagina, esse sono un motivo fondamentale per consultare un medico, soprattutto se sono abbondanti o se si protraggono a lungo. Nello studio, ad esempio, alcune donne parlavano di sintomi che si prolungavano anche per più di due settimane.

Afferma la Gelb: “Alcune donne hanno riferito di convivere con i sintomi che provocano loro disagio per lunghi periodi, anche per anni, senza cercare una cura”. Anche nel caso di sanguinamento inspiegabile, ci sono state molte partecipanti che non sapevano che poteva trattarsi di un sintomo di cancro ginecologico, ed erano tante le donne che non avevano cercato assistenza sanitaria.

Molte partecipanti, inoltre, riferivano di farsi un autodiagnosi tramite ricerche su Internet, ma per la Gelb non c’è alcun dubbio sul fatto che il trattamento più efficace per i tumori ginecologici è l’affrontarli il prima possibile. 

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