Il 25% dei parti è cesareo, ma il 10% dei cesarei provoca infezioni

Il parto cesareo è una pratica sempre più diffusa, tuttavia un nuovo studio ha scoperto che i rischi del taglio cesareo sono più pericolosi di quanto si pensi.

di Giorgia Martino 15 agosto 2012 23:33

Il taglio cesareo è una procedura che viene attuata per far nascere un bambino. Viene eseguito attraverso un’incisione dell’addome della madre, attraverso cui viene estratto il bambino. Oggi moltissime nascite avvengono attraverso questa tecnica, e il numero di parti cesarei è aumentato tantissimo negli ultimi decenni.

Però un recente studio ha dimostrato che il taglio cesareo dovrebbe essere preso in considerazione in casi eccezionali, ossia quando il parto naturale viene sconsigliato per motivi seri. Questo perché il rischio di infezioni durante il parto cesareo è davvero molto alto.

Una ricerca ha dimostrato che il 10% delle donne sottoposte a cesareo contrae delle infezioni, richiedendo così una degenza più lunga in ospedale. Lo studio in questione è stato effettuato dalla Health Protection Agency and Imperial College di Londra. Gli esperti affermano che il cesareo comporta un rischio non solo per la mamma, ma anche per il bambino, proprio perché infezioni e altre complicanze impediscono alle madri di prendersi cura dei piccoli come sarebbe necessario nei primissimi giorni di vita.

Se le infezioni minori possono causare dolore e disagi, quelle più gravi richiedono anche cure ospedaliere. I ricercatori hanno dimostrato che una grande percentuale di tali complicanze possono essere prevenute prendendo migliori decisioni circa il tipo di parto da considerare.

Il cesareo deve essere preso in considerazione solo quando vi sono esigenze cliniche. Anche se circa un quarto delle nascite avviene col cesareo, i medici affermano che spesso non vi sono condizioni che costringono a farlo. I casi in cui il cesareo è necessario sono ben specifici, e riguardano, ad esempio, il mal posizionamento del feto, malattie della madre che possono mettere a repentaglio la salute del bambino, gravidanze multiple, presenza di herpes genitale per evitare il contagio, problemi con il cordone ombelicale del bambino o ancora quando sorgono complicanze durante il travaglio. Invece il boom dei cesarei sembra rispondere a ragioni puramente economiche.

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