L’esposizione al wi-fi aumenta rischio obesità del nascituro

Il Codacons fa riferimento ad uno studio californiano e chiede di vietare la liberalizzazione del wi-fi nelle zone frequentate da bambini e donne incinte.

di Giorgia Martino 15 agosto 2012 21:37

Il Codacons cita uno studio californiano pubblicato sulla rivista Scientific Reports e afferma che l’esposizione in utero a campi magnetici (dispositivi wifi o forni a microonde) aumenta il rischio di obesità nel nascituro, mentre i rischi per gli adulti sono pari a zero.

Lo studio è stato effettuato in California dagli studiosi della Kaiser Foundation Research Institute, e ha dimostrato che, se l’esposizione della donna incinta a tali campi magnetici è elevata, il rischio di avere un bambino obeso è del 69%. La ricerca ha seguito da vicino la gravidanza di centinaia di donne americane, e ha monitorato lo sviluppo di 733 bambini fino all’età di 13 anni in 33 diverse fasi della vita, rilevando il loro peso. L’analisi finale dei dati ha rivelato un legame direttamente proporzionale tra i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici e la relativa obesità. Una conclusione abbastanza sorprendente che fa prendere le distanze dalla liberalizzazione di reti wireless promossa in varie città, e che è sempre più frequentemente messa in atto per permettere a cittadini e turisti l’accesso gratuito a Internet.

Per questo motivo, secondo il Codacons, dovrebbe essere vietata la liberalizzazione del wi-fi almeno nelle vicinanze di case, scuole, parchi pubblici, ospedali, biblioteche e altri luoghi in genere frequentati da bambini e donne incinte.

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