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Piercing all’ombelico: che fare se si infetta?

Il piercing all'ombelico è un accessorio molto di moda ed esteticamente attraente. Però è facile alle infezioni a cui bisogna prestare molta attenzione.

di Giorgia Martino 16 agosto 2012 22:18

Il piercing all’ombelico è effettivamente attraente: sexy e sbarazzino, se si ha un ventre piatto può essere un ottimo ornamento, soprattutto in estate. Tuttavia non va fatto con leggerezza, in quanto, come ogni foratura del corpo, può provocare infezioni.

Adesso non ha più significato di trasgressione, considerando che praticamente tutte le ragazze hanno l’ombelico luccicante, per cui può essere tranquillamente visto come una moda esteticamente appetibile.

In genere il piercing all’ombelico è il più diffuso, seguito da quello alla lingua e vicino alle labbra, e può essere di vari tipi, come anelli o un’asticella in acciaio inossidabile con due sfere acriliche e svitabili. Possono essere di oro, argento, niobio o titanio. I metalli placcati, invece, possono rompersi facilmente o causare irritazioni all’ombelico.

Tra i rischi maggiori connessi al piercing all’ombelico vi sono delle infezioni dolorose e potenzialmente anche gravi, senza contare che un piercing fatto da un dilettante può causare danni al sistema nervoso o provocare grosse cicatrici. Tuttavia le infezioni possono comparire anche quando il piercing viene fatto correttamente.

Un piercing infetto fa male, appare rosso e gonfio e può esservi fuoriuscita di pus, oltre a risultare caldo al tatto. Per questo motivo, se vi sembra che il vostro piercing sia infetto, consultate subito un medico per agire di conseguenza.

Meglio evitare il piercing all’ombelico se si ha una pelle estremamente sottile, così anche se si ha un ombelico molto proiettato verso l’esterno.

Se per qualche motivo il piercing si è infettato, è consigliabile lavare la zona due volte al giorno, ovviamente disinfettando sempre prima le mani. E’ possibile applicare una soluzione di acqua e sale sul piercing per 5 minuti in modo da far essiccare la ferita. Dopo di ché, pulire con un sapone che contenga proprietà antibatteriche e cospargere il piercing, ruotando l’anellino, per circa 1 minuto, in modo da far penetrare il prodotto nell’incisione. Sciacquare accuratamente e assicurarsi che non vi sia nessuna traccia di sapone rimasta, e poi tamponare in modo da asciugare bene.

A volte la guarigione totale di un piercing infetto può richiedere anche parecchie settimane. I fattori che possono rallentare la guarigione sono anellini dalla qualità scadente, stress e mancanza di cure adeguate. Se non è trattato in modo adeguato, un piercing all’ombelico può essere bersaglio di infezioni ricorrenti anche nel corso degli anni.

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