Più intelligenti? Ecco i segreti della Brain Reserve

Una mente più arguta e resistente all'incedere del tempo? Ottenerla è possibile, scopriamo insieme come.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 16 marzo 2013 20:03

Scoprire le potenzialità della “Brain Reserve”, ovvero della riserva cerebrale e cognitiva per aumentare l’intelligenza e soprattutto, per contrastare malattie degenerative come Parkinson e Alzheimer.

Come esercitarla al meglio? Numerosi studi in materia sembrano propendere per la tesi, che, nulla è meglio di un’alimentazione sana, dell’attività fisica e della ginnastica mentale (cruciverba, scacchi) per far funzionare al meglio la Brain Reserve.

Non solo genetica dunque, ma anche allenamento. Modificando lo stile di vita, infatti, sarà possibile diminuire le possibilità di andare incontro alle suddette malattie neurodegenerative.

Brain Reserve , malattie e invecchiamento –  Comportamenti virtuosi

Mantenere attivo e funzionante il cervello per contrastare le modificazioni fisiologiche derivanti dall’incedere del tempo o ascrivibili alle neuropatologie. Così come ci preoccupiamo di tenere in allenamento i nostri muscoli, ogni giorno dovremmo preoccuparci della salute del nostro cervello,

Gran parte della suddetta riserva è ascrivibile ai geni, tuttavia, studi recenti hanno finito con il dimostrare che vi sarebbero numerose variabili in grado di modificarla, sia positivamente sia negativamente. A sostegno della detta tesi, anche Diego Centonze, docente di Neurologia all’Università Tor Vergata di Roma.

Rapporti sociali, attività fisica, dieta equilibrata, impieghi creativi, organizzativi o di calcolo, sarebbero in grado di migliorare la Brain Reserve, rendendo il cervello più resistente alle patologie neurodegenerative e migliorando l’intelligenza.

Stando ai dati Istat, ad oggi gli over 65 vanno a rappresentare circa il 21% della popolazione. Un numero che è destinato ad aumentare a dismisura, fino a giungere, nel 2043 a circa il 35%.

Dati allarmanti, soprattutto confrontandoli con quelli resi noti dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), secondo il cui rapporto sarebbero circa 35.6 milioni le persone interessate da demenza in ogni parte del globo. Un numero che con ogni probabilità, finirà con il raddoppiarsi nel giro di vent’anni.

Una vera e propria piaga sociale che potrebbe essere prevenuta con uno stile di vita sano e dinamico e i comportamenti virtuosi precedentemente descritti.

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