Tassa sui drink zuccherati, e le donne traggono più vantaggio!

Le donne rischiano meno problemi cardiaci assumendo meno bibite zuccherate, e sembra che traggano anche più benefici degli uomini.

di Giorgia Martino 28 agosto 2012 21:38

Il Decreto sulla sanità, prossimo ad essere legge, è composto da 27 articoli che mirano a migliorare lo stile di vita e soprattutto le abitudini alimentari degli italiani. In particolar modo, una decisione ha fatto discutere e, ovviamente, riflettere: la tassazione delle bibite zuccherate, rendendole più care per le proprie tasche. La mira è scoraggiare l’autolesionismo soprattutto dei più giovani.

In realtà sembra che da questa tassazione sono soprattutto le donne a trarne giovamento, poiché da uno studio effettuato da ricercatori dell’Università dell’Oklahoma è venuto fuori che le bevando zuccherate provocano problemi cardiaci soprattutto nel gentil sesso. Lo studio non è recentissimo, in quanto risale allo scorso autunno, ma è utile parlarne proprio ora che in Italia si pensa di correre ai ripari proprio su questo fronte.

L’indagine in questione è stata effettuata su oltre 4 mila persone di età compresa fra i 45 e gli 84 anni, e si notava che le donne che bevevano almeno due drink zuccherati al giorno correvano quattro volte di più il rischio di avere i trigliceridi alti rispetto alle donne che ne bevevano meno di uno. Inoltre si quadruplicavano anche le possibilità di avere livelli alti di glucosio nel sangue, e aumentavano i casi di accumulo di grasso a livello della pancia. Va da sé che aumentavano anche i rischi di diabete e di patologie cardiache, oltre che di sovrappeso e obesità.

Tuttavia gli esperti sottolineavano che tra bevande zuccherate e patologie cardiache vi erano legami, non rapporti netti di causa ed effetto.

Ma perché proprio le donne correrebbero più rischi? Semplice: perché le donne hanno un bisogno calorico di energia inferiore a quello degli uomini, dunque la stessa porzione in lattina o in bottiglia sarà metabolizzata in modo diverso tra un uomo e una donna. A parità di quantità, in pratica, le donne correrebbero più rischi.

Dunque attenzione a succhi di frutta con zuccheri aggiunti, tè freddi zuccherati, cola, birre e soft drink!

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