Tumori e Hiv: ecco il vaccino

Una nuova cura contro le due patologie più temute al mondo? Una speranza "concreta" che arriva dal Giappone.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 4 gennaio 2013 14:26

Vaccino contro tumori e Hiv? E’ questo l’obiettivo dei ricercatori dell’Istituto Riken, coordinati da Hiroshi Kawamoto. Una cura a base di staminali per contrastare i tumori e il virus dell’Hiv, uno studio prestigioso e lungimirante che ha trovato ampio spazio sulla rivista Cell – Stem Cell.

Staminali contro tumori e Hiv – La ricerca

L’idea degli studiosi giapponesi è quella di riuscire nella riprogrammazione dei linfociti più datati dei pazienti in modo da dar vita ad una compagine di cellule immunitarie in grado di combattere le suddette malattie.

Il team di ricerca del’istituto Riken nell’eseguire lo studio ha sperimentato questa sorta di vaccino su due pazienti: il primo interessato da melanoma, l’altro alle prese con il virus dell’Hiv.

Grazie a questa cura, i linfociti dei pazienti sono stati tramutati in vere e proprie cellule staminali e in seguito in cellule immunitarie resistenti.

I ricercatori asiatici sono dunque riusciti a creare delle cellule immunitarie ad hoc che hanno come obiettivo quello di contrastare i tumori e il virus dell’Hiv.

Come è stato possibile tutto ciò?  L’equipe medica nipponica ha provveduto a prelevare il sangue dei pazienti finendo con il ricavare i T-Killer, ovvero delle cellule in grado di eliminare quelle malate.

I linfociti vecchi e scarsamente funzionanti dei pazienti coinvolti, sono stati trasformati in staminali ultraresistenti e in ultimo sono state tramutate in cellule immunitarie in grado di contrastare le suddette malattie.

Stando a quanto affermato dal dottor Kawamoto, si tratterebbe di un procedimento atto ad assicurare la produzione di quantitativi infiniti di cellule immunitarie volti alla cura di numerose patologie.

Non resta che comprendere se le cellule create in laboratorio potranno vincere la lotta contro i tumori, senza intaccare le cellule sane presenti nell’organismo.

E’ lecito essere ottimisti, visto che molto probabilmente, in un futuro abbastanza prossima sarà possibile iniettare le suddette cellule nei pazienti, a mo’ di vaccino.

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