Abbronzate sì, tanoressiche no!

Siete fan della tintarella o ne siete schiave? La differenza non è di poco conto, ed è un disturbo psicologico chiamato "tanoressia".

di Giorgia Martino 22 giugno 2012 11:40

Quando arriva l’estate, la voglia di mare e di sole è alle stelle, e gli abiti colorati creano quasi una necessità di avere un colorito più abbronzato e salutare. Inoltre l’abbronzatura è “esteticamente strategica”, perché fa sembrare la pelle più soda, le gambe meno cellulitiche e copre occhiaie, brufoli e pori dilatati. Tuttavia, come tantissime cose innocue, l’ossessività e la compulsività possono prendere il sopravvento e così, tra le tante nuove dipendenze, esiste anche la tanoressia, ovvero il bisogno compulsivo di abbronzarsi altrimenti non ci si sente presentabili. Il meccanismo, per intenderci, è simile a quello dell’anoressia, solo che in questo caso si ha il terrore di sembrare grassi anche se si è dei grissini, mentre il tanoressico ha il terrore di sembrare pallido anche se può essere scambiato per 50 Cent.

Il tanoressico mette a serio repentaglio la propria salute, in quanto si espone al sole in modo selvaggio e continuato, abbondando anche di lampade e docce solari. E non solo d’estate, anzi: avete presente quelle facce grigio scuro che spuntano dai colli bianchi dei maglioni invernali in piene feste natalizie? Ecco, è probabile che si tratti di tanoressici.

Il vero problema è che si tratta non di una scelta, ma di un vero e proprio disagio psicologico che nasce da una scarsa autostima e da una forte insicurezza. E non è nemmeno così poco diffusa, visto che colpisce il 20% della popolazione.

Afferma in un’intervista a Più Sani Più Belli il dottor Matteo Cagnoni, presidente dell’Istituto di Ricerca di Dermatologia Globale (IRDEG):

Dietro l’ossessione per la tintarella si nasconde generalmente una persona caratterialmente iperemotivo-ansiosa. Il sole, in fondo, è un antidepressivo naturale. Possiede un effetto euforizzante, attivando i circuiti del piacere nel cervello, come la liberazione del neurotrasmettitore del buonumore, la  serotonina  e della dopamina. Lo stare al sole alza loro tono dell’umore e abbassa lo stato d’ansia. La tanoressia viene definita una “dispercezione corporea”, cioè è fondata su un sentimento di insicurezza del sé corporeo: il tanoressico tende quindi a ingigantire una parte del proprio sé, cioè il colore della pelle (non si vedono mai abbastanza abbronzati), così come l’anoressico non si vede mai abbastanza magro. Più sono abbronzati e più si sentono socialmente accettati e competitivi. A monte è presente un desiderio “ossessivo di stare al sole e di abbronzarsi, in tutti i periodi dell’anno. Una pulsione per alcuni incontrollabile.

Sembra chiaro, dunque, che l’unica strada per risolvere questo stato di ansia è rivolgersi prontamente ad uno psicologo, considerando che i danni alla salute di un’abbronzatura così aggressiva non sono pochi né tantomeno rari.

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