Aids: malati di HIV in calo

La sindrome da 'immunodeficienza acquisita colpisce sempre meno persone nel mondo, almeno stando ai dati provenienti dai responsabili dell'Unaids.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 21 novembre 2012 19:14

Sempre meno malati di Aids. Il virus dell’Hiv, miete sempre meno vittime. La sindrome di immunodeficienza acquisita, l’anno scorso ha contagiato “solo” 2 milioni e 500.000 persone, facendo registrare di fatto, un calo del 20%.

Stando alle statistiche, anche le morti provocate dal virus dell’Hiv sarebbero calate considerevolmente: 1,7 milioni nel 2011 contro 1,8 milioni del 2010. I suddetti dati, provengono dai responsabili dell’Unaids (Iniziativa comune delle Nazioni Unite volta a contrastare Aids e HIV), che neo corso di una conferenza tenutasi a Ginevra, hanno a lungo dibattuto sul fenomeno.

Al di là dei dati incoraggianti, bisogna tener presente che sono ancora 34 milioni le persone al mondo che sono costrette a convivere con l’Aids. La concentrazione più elevata del virus dell’HIV si registra nell’Africa Subsahariana, visto che qui, una persona adulta su 20 è sieropositiva. Dato venticinque volte più elevato in Asia, tuttavia, il numero degli ammalati di Aids qui raggiunge “solo” quota cinque milioni.

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, nel giro di una quindicina d’anni sarà possibile mettere fine alla sindrome di immunodeficienza acquisita. Non a caso, dal 1995 le terapie aniretrovirali sono finite con l’assicurare quattordici milioni di anni di vita nei paesi in via di sviluppo, di cui ben nove milioni hanno riguardato l’Africa Subsahariana.

Oltre otto milioni di ammalati di Aids si sono sottoposti ad una cura farmacologica nel 2011. Una crescita significativa se si pensa che nel 2003 erano solo 400.000. Lo scopo che si prefissa l’organizzazione è quello di raggiungere quota quindici milioni nel 2015.

Aids e HIV – Problematiche attuali

Ad oggi, restano ancora gravissime zone d’ombra. Stando alle stime, quasi 7 milioni di ammalati di Aids non hanno la possibilità di sottoporsi ad una terapia e circa 17 milioni di sieropositivi non sanno di essere ammalati.

Come se non bastasse, nell’Asia Centrale, Europa orientale, Africa del Nord e Medio Oriente, i dati riguardanti la diffusione di nuove infezioni e morti derivanti dall’HIV sono in forte aumento. La lotta al virus è dunque ancora lunga e non può che partire da campagne informative adeguate e dal forte impatto innovativo, in grado di offrire un’adeguata informazioni riguardo i migliori strumenti di contraccezione sessuale.

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