Botulino: il killer che fa passare il mal di testa

Emicranie e cefalee addio grazie ad un insospettabile rimedio naturale? Scopriamo insieme di cosa si tratta.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 18 marzo 2013 21:07

Botulino in grado di ammazzare o rimedio formidabile contro tutta una serie di disturbi, fra cui il mal di testa? Purtroppo o per fortuna, sembrerebbe avere un’anima ambivalente.

Elisir di giovinezza, veleno e analgesico, tre qualità molto differenti fra loro, tuttavia, prerogative del botulino. Di cosa stiamo parlando? Per gli scienziati, questo batterio prende il nome di Clostridium botulinum, mentre dai comuni mortali viene solitamente ribattezzato con il nome di “botox”. Per chi non lo sapesse, quest’ultimo altro non è che un batterio della tossina botulinica, che oltre ad essere un vero e proprio veleno naturale,  viene impiegato nella chirurgia estetica e forse potrebbe trovare applicazione anche in campo medico in qualità di analgesico.

Non a caso, il team di ricerca dell’Università di Lincoln (Gran Bretagna) coordinati dal dottor Ferrari, stanno eseguendo delle sperimentazioni sul botox, in modo da renderlo in grado di contrastare emicranie e cefalee.

A breve verranno illustrati i dettagli su questa sensazionale ricerca, nel corso di una conferenza tenuta nello stesso ateneo britannico.

Botox come analgesico – Vantaggi

L’utilizzo del botulino in qualità di antidolorifico, porterebbe ad una lunga serie di benefici. Stando a quanto affermato dal dottor Ferrari, questa molecola sarebbe in grado di offrire sollievo sul lungo periodo. Una sensazione di benessere che potrebbe durare anche 6 mesi o più.

Attraverso la manomissione di questa tossina dai molteplici utilizzi, sarebbe possibile migliorare la qualità della vita di tutti quei soggetti interessati da dolori cronici.

Il vero ostacolo che si trovano a fronteggiare i ricercatori dell’Università di Lincoln, sta nel fatto che, appena 150 nanogrammi di botulino sono in grado di mettere fine alla vita di un adulto. Non a caso, già in una precedente ricerca, condotta dall’Università di Cambridge, è stato escogitato un metodo per rimuovere gli effetti tossici del batterio, tuttavia,  tutto sembra ancor essere in fase di sperimentazione.

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