Coltivare marijuana in Italia: ecco il Cannabis social club

Coltivazione della "Maria" per fini curativi anche nel "belpaese"? Ad ognuno il proprio "orticello". Realtà fattibile o utopia?

di Francesco Giuseppe Ciniglio 20 gennaio 2013 21:17

Coltivare marijuana in Italia? E’ possibile o no? La legge italiana sembrerebbe essere piuttosto severa in materia, anche se negli ultimi tempi vi è un’apertura a scopi terapeutici da parte di alcune regioni italiane.  L’unica cosa certa è che il 29 gennaio a Racale, favolosa località del Salento, sorgerà il primo Cannabis social club italiano.

Di cosa stiamo parlando? Semplicemente di un centro dedicato alla coltivazione della cannabis terapeutica. Disobbedienza civile e coraggio per salvaguardare la salute di tutti, sono queste le ragioni che porteranno alla comparsa del Cannabis social club, almeno a detta dei fautori del progetto: Luca Spiri, il presidente e Andrea Trisciuoglio, segretario dell’associazione “LapianTiamo”.

Un punto di aggregazione volto a supportare e istruire sulla coltivazione della cannabis, chi è solito usare la marijuana a fini terapeutici ed è spesso costretto a ricorrere alla malavita per procurarsela, alimentando il business criminale.

Iniziativa che viola appositamente la legge Fini-Giovanardi, che bandisce la coltivazione della cannabis. Stando a quanto afferma Trisciuoglio, i cannabis social club sarebbero attivi da anni in Europa, tuttavia, il club che sorgerà in Salento mirerà meramente alla coltivazione per fini terapeutici.

Marijuana terapeutica e Cannabis social clubI vantaggi

Lo scopo dell’associazione è quello di dare sostegno a chi potrebbe giovare dei benefici  terapeutici della cannabis, come i malati di Sclerosi multipla, che grazie alla “Maria” possono alleviare i propri dolori.

Non è la prima volta che il Salento si occupa di cannabis terapeutica. Già nel 2011, infatti, l’ospedale Francesco Ferrari di Casarano ha pensato bene di sperimentare la marijuana curativa, somministrandola gratuitamente ai malati di sclerosi multipla. La somministrazione del farmaco importato dall’Olanda, è possibile in Puglia grazie a delle norme apposite approvate da Livia Turco, allora in carica al Ministero della Salute, che ha provveduto ad inserire i cannabinoidi tra i medicinali e una delibera che porta la firma di Nichi Vendola.

65.000 malati di sclerosi multipla in Italia  attendono l’opportunità di godere dei benefici della marijuana curativa. Sofferenze e dolore immane, senza però mai abbandonare la speranza di un’imminente legalizzazione.

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