Dieta vegana aiuta a prevenire il cancro? L’analisi di Kathy Freston

Un'alimentazione a base di frutta, verdura, legumi e cereali integrali per dire addio ai tumori.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 12 dicembre 2012 18:04

Prevenire la comparsa di tumori grazie alla dieta vegana? Stando all’analisi di Kathy Freston, famosa “Wellness activist” che ha recentemente diffuso i dati sulla maggiore ricerca che sia mai stata eseguita  riguardo la connessione tra alimentazione e cancro, i vegetariani  sarebbero colpiti molto raramente dai tumori.

Un’ottima notizia per chi non mangia carne, tuttavia, c’è di meglio. Una nuova ricerca condotta dalla Loma Linda University grazie ai finanziamenti del National Cancer Institute, ha rivelato che i vegani hanno ridottissime possibilità di sviluppare un cancro se li si confronta ai “carnivori” e ai vegetariani.

Stando ai dati che emergono dallo studio della Loma Linda University, le donne vegane avrebbero il 34% in meno di possibilità di contrarre un tumore al seno o al collo dell’utero.

Perché i vegani avrebbero minori possibilità di contrarre un tumore? Tra i tanti esperimenti eseguiti in materia, ve n’è uno particolarmente affascinante. Nel corso di uno studio a dei gruppi di persone sono state somministrate delle diete differenti. Al termine del programma alimentare, alcune gocce di sangue sono state fatte gocciolare su delle cellule tumorali umane create in laboratorio, al fine di comprendere il tipo di alimentazione che rende più predisposti alla comparsa di tumori.

Grazie a questo esperimento è stato possibile scoprire che una dieta a base vegetale protratta per sole due settimane è in grado di arrestare lo sviluppo del tumore al seno. Risultati similari per gli uomini interessati dal cancro alla prostata.

Oltre a prevenire i tumori, la dieta vegana permetterebbe anche di contrastare l’obesità, l’ipertensione e il diabete, almeno stando alla ricerca eseguita dal premio nobel Elizabeth Blackburn e Dean Ornish.

I due luminari hanno infatti scoperto che la dieta vegana è in grado di alterare più di 500 geni in soli 90 giorni, disattivando i geni che provocano il cancro e attivando quelli che impediscono la comparsa e lo sviluppo della malattia. Effetti del tutto similari sono stati riscontrati sulle problematiche citate in precedenza.

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