Dislessia: si cura con i videogiochi

I bambini dislessici potranno curarsi giocando ai videogames? Provocazione o realtà? Scopriamolo insieme.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 3 marzo 2013 19:54

Finalmente un rimedio divertente per combattere la dislessia? Per fortuna alle volte è possibile godere di una cura esente da sofferenze, improntata sul ludus. I tanto amati (dai bambini) e temuti (dai genitori) videogiochi, sembrerebbero essere la soluzione giusta contro questo disturbo.

Dislessia e videogames – La ricerca

A sostegno della suddetta tesi, i ricercatori dell’Università degli Studi di Padova, che hanno pensato bene di eseguire uno studio ad hoc sull’argomento. Stando ai dati provenienti dalla ricerca padovana, pubblicati di recente sulla rivista “Current Biology”, i videogames d’azione sarebbero in grado di migliorare la capacità di lettura dei bambini dislessici.

Entrando nel dettaglio, basterebbero 12 ore trascorse dinanzi ai videogiochi per migliorare le capacità di lettura dei piccoli. Risultati di gran lunga migliori di quelli ottenibili con dei trattamenti tradizionali.

Secondo i risultati emersi dallo studio, i videogames aumenterebbero l’attenzione visiva e agevolerebbero l’estrapolazione di informazioni. Non a caso, almeno stando alle ultime ricerche in materia, la dislessia sarebbe causata da un deficit di attenzione visiva. Una problematica in grado di rendere la lettura estremamente ostica per il 10% dei bambini.

Nel corso dello studio, il team di ricerca padovano ha provveduto a testare le capacità di attenzione e fonologiche di due differenti gruppi di bambini interessati da dislessia. Tutti i soggetti presi in esame non erano soliti giocare ai videogiochi in maniera costante.

I ricercatori hanno valutato le capacità dei piccoli pre e post videogames  di azione, finendo con lo scoprire che coloro che avevano trascorso 12 ore a giocare con dei videogiochi d’azione, attraverso 9 sedute da 80 minuti ciascuna, erano riusciti a migliorare le proprie capacità di lettura e aumentare la propria soglia di attenzione.

Secondo il dottor Facoetti, coordinatore dello studio il semplice colpire un bersaglio periferico in movimento, aiuterebbe i bambini dislessici a migliorare l’abilità di percezione del contesto molto più di un comune esercizio di lettura.

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