Topless su Facebook: ecco come diventare una Femen

A seno nudo sul popolare social network per dar vita a un lungo percorso fatto di coraggio e attivismo. Scopriamo i segreti di questo movimento rivoluzionario.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 2 aprile 2013 19:23

Femen anche in Italia? Il “Belpaese” sembra essere sempre più sensibile all’attivismo femminile. Secondo Mary, responsabile italiana del movimento, per divenire una Femen italiana, bisognerebbe iniziare dall’inserimento di una propria foto in topless su Facebook.

Secondo la portavoce del movimento Femen italiano, solo così sarà possibile comprendere le reazioni dei propri amici e capire come ci si sente a mostrarsi seminude in piazza, finendo con l’essere immortalate dai fotografi. Un modo per “farsi le ossa”, il primo passo verso un lungo percorso che può consentire di divenire attivista.

Stando a quanto dichiarato dalla donna, spogliarsi per strada non sarebbe affatto semplice. Ogni ragazza prima di divenire attivista affronta un lungo training fisico e psicologico. Corsi teorici e pratici focalizzati sul corpo e sul linguaggio.

Ad oggi, il team italiano del gruppo femminista più audace di sempre, creato nel 2008 a Kiev da Anna Gucol, nota economista, non è ancora del tutto formato. Non a caso le iniziative contro Berlusconi e quelle a Piazza San Pietro sono state portate avanti dalle ragazze di Parigi e di Kiev.

Allenamenti fisici, laboratori teorici, workshop. Essere bloccate dalla polizia richiede una certa preparazione, specialmente quando si finisce con l’essere sbattute in terra per poi essere picchiate. Come se non bastasse, nel “Belpaese” le Femen rischiano una condanna dai due ai sette anni. I motivi? Unitamente ai reati di resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata, bisogna rispondere anche a quello di atti osceni in luogo pubblico.

Singolare come, proprio in Italia, le pene sulla semi-nudità siano tanto severe, specialmente quando si parla di rappresentanti di sesso femminile. Per circa 30 anni nel “Belpaese” la tv commerciale ha proposto l’immagine della donna oggetto, sempre pronta a denudarsi e a soddisfare i capricci del maschio.

Le Femen, consapevoli di questa mercificazione, provano ad approfittare del medesimo linguaggio televisivo machista per produrre una sorta di cortocircuito, riappropriandosi del proprio corpo, della libertà dello stesso, attuando di fatto una vera e propria presa di coscienza.

Al momento vi sarebbero circa 30 militanti in tutta Italia e la prima Slut Walk italiana è ormai imminente.

Femen – La parola alle lettrici

Geniali provocatrici o fenomeni da baraccone? E’ giusto protestare a seno nudo per riprendersi la propria dignità di donna? Vi unireste mai alla protesta delle Femen? A voi la parola.

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