Emorragie addio: ecco il segreto

Mai più "laghi di sangue"? La sofferenza sul pianeta terra non finirà dall'oggi al domani, tuttavia, è possibile limitare i danni. Scopriamo insieme come.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 18 febbraio 2013 15:43

Mai più emorragie? Provocazione, fantascienza o realtà concreta? A ritenere valida questa ipotesi, una ricerca condotta dalla Georgia Tech University (Usa). I ricercatori statunitensi, nel corso dello studio, hanno contemplato la possibilità di iniettare delle piastrine intelligenti grazie all’utilizzo di un apparecchio delle dimensioni di uno smartphone.

Quest’ultime sarebbero in grado di formare coaguli di sangue Al momento non sono ancora partiti i test sugli esseri umani, tuttavia, gli studiosi Usa hanno pensato bene di destinare questo trattamento innovativo ai soldati impegnati in missione di pace all’estero e/o sul campo di battaglia. Grazie a queste piastrine intelligenti, infatti, potrebbe essere possibile arginare il flusso di sangue, agevolando la guarigione della ferita.

Emorragie – I risultati della ricerca

Per chi non lo sapesse, le piastrine, chiamate anche trombociti, altro non sono che dei minuscoli corpuscoli rintracciabili nel sangue atti a limitare le perdite ematiche derivanti da tagli e lesioni. Al fine di migliorarne il funzionamento, gli studiosi Usa hanno creato in laboratorio delle piastrine artificiali iniettabili con la speranza di ridurre le perdite di un buon 30%,

Le particelle sintetizzate, una volta individuata la zona danneggiata, vanno ad agevolare la creazione di una piccola pellicola, in modo da attenuare le perdite di sangue. Al  momento quest’ultime sono state testate esclusivamente su topi, tuttavia, gli eccellenti risultati ottenuti potrebbero fare optare per una sperimentazione clinica sugli esseri umani entro breve.

Piastrine intelligenti – Possibili utilizzi

Come già anticipato, stando a quanto dichiarato dai ricercatori, questo innovativo sistema anti emorragie potrebbe ben presto migliorare la vita dei marines impegnati sul fronte. Gli studiosi infatti stanno provvedendo a realizzare dei kit di piastrine appositi per l’esercito Usa.

Thomas Barker, coordinatore della ricerca, ha affermato che l’equipe da lui diretta, mira a fornire ai soldati Usa un biomateriale capace di rintracciare i punti delle ferite, ottimizzando i processi di coagulazione.

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