Energy drink e bambini, un binomio che non va d’accordo con la salute

Con il termine energy drink si indicano le bevande a base di sostanze eccitanti e rinvigorenti, come la cola, la caffeina e la taurina.

di Mario Vitelli 13 luglio 2016 15:50

download-1Queste bibite hanno rilevato negli ultimi anni un vero e proprio boom nelle loro vendite, grazie ad un impiego nelle palestre ma anche nella vita di tutti i giorni, in quanto donano sicuramente una marcia in più a chi sceglie di assumerle. Molti genitori offrono queste bibite anche ai loro bambini, perché il gusto si presenta dolce e quindi molto appetibile. Ma si tratta di un’abitudine corretta?

Secondo la American Heart Association assolutamente no, anzi, in quanto la società di ricerca statunitense avverte i genitori sulle gravi conseguenze che la somministrazione di energy drink può avere sui bambini. L’associazione punta innanzitutto il dito contro la caffeina, uno degli ingredienti più presenti nelle bibite energizzanti. Una sola lattina di bevanda può contenere fino a 150 ml di caffeina, ovvero una quantità infinitamente maggiore rispetto alla dose consigliata per un bambino. Una dose così elevata di caffeina diventa un potenziale pericolo per i bambini e, negli Stati Uniti, l’abuso di energy drink ha portato a scoprire dati disarmanti. Il 40% dei piccoli ricoverati nelle strutture sanitarie per avvelenamento avrebbero infatti ingerito troppe bevande energizzanti, con manifestazioni che variavano da un’accelerazione convulsa del battito cardiaco fino a problemi digestivi di grave entità.

In tre anni di monitoraggio, dal 2010 al 2013, un bambino su quattro è finito all’ospedale perché aveva consumato troppe bevande di questa tipologia per merenda, per sanare situazioni di spossatezza o semplicemente come drink bevuto fine a se stesso. Cifre gravissime, le quali potrebbero essere in realtà molto più alte, se consideriamo che molti genitori tacciono sulla somministrazione di queste bibite ai propri figli.

Gli energy drink non vanno quindi somministrati ai bambini? Di norma queste bibite non sono assolutamente adatte ad un bacino di consumatori piccoli, in quanto offrono prestazioni che non si coniugano con lo sviluppo e con l’unicità del sistema fisico infantile. Questi fattori interessano la salute mentale, ma in questa discussione chiede di essere considerato anche l’aspetto psicologico. Abituare i bambini all’idea che una bevanda può farli sentire meglio si rivela, infatti, controproducente e pericoloso, in quanto i piccoli accetteranno come verità questa regola e la protrarranno nel loro futuro. Se si trattasse di alimenti e di bevande naturali la faccenda potrebbe essere diversamente interpretata, ma stiamo parlando di bibite altamente chimiche, ricche di conservanti e di elementi sintetizzati.

Sotto quest’ottica, la ricerca di energia deve essere apportata attraverso una sana e completa alimentazione e nella somministrazione di integratori alimentari mirati, qualora il piccolo presenti problemi legati all’attenzione o alla produttività. Il tutto deve, in ogni caso, essere effettuato sotto stretto controllo medico, per non pregiudicare la salute del bambino e per assicurare la copertura del fabbisogno giornaliero. Un no deciso deve quindi essere detto agli energy drink in tenera età, mentre una somministrazione molto controllata può essere valutata una volta che il bambino è cresciuto, valutando attentamente la composizione delle bibite e la loro utilità.

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