Gravidanza: bambini a rischio senza vitamina C

Mai farsi mancare agrumi, kiwi e peperoni durante il periodo di gestazione per non mettere a rischio la salute del proprio bebè.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 19 novembre 2012 15:55

La vitamina C, oltre a proteggere dalle influenze stagionali e offrire ottimi benefici all’organismo, sarebbe indispensabile per un corretto sviluppo del feto in gravidanza.

Bambini a rischio? Si, se nel corso della gravidanza le mamme fanno registrare una carenza di vitamina C. A sostegno della detta tesi, una ricerca condotta dall’Università di Copenaghen, pubblicata di recente sulla rivista “Plos One”.

Gli scienziati danesi hanno monitorato alcuni porcellini d’India, che, in comune con l’essere umano hanno il fatto di non saper sintetizzare autonomamente la vitamina C, pertanto, necessitano di cibi specifici per introdurla nell’organismo.

Dall’attività di monitoraggio, è emerso che un deficit, anche se marginale della suddetta vitamina, va a determinare un errato sviluppo dell’ippocampo, area cerebrale dedicata alla gestione della memoria. La decrescita sarebbe pari al 10%. Per ciò che concerne l’integrazione della vitamina C post gravidanza, non sono stati registrati miglioramenti nei primi mesi di vita.

E’ fondamentale concentrare l’attenzione su questa problematica, che sembrerebbe colpire in primis chi ha uno scarso reddito e una dieta carente di vitamine, unitamente ad una maggiore propensione a consumare sigarette, attività che va ad abbassare ulteriormente i livelli di vitamina C presenti nell’organismo.

Alla luce di ciò, sarebbe bene risparmiare su carne e affettati, ricorrendo ai legumi come valide alternative proteiche, investendo il denaro risparmiato per fare il pieno di vitamine e sali minerali con frutta fresca di stagione.

Di contro, bisogna considerare che anche un abuso di vitamina C potrebbe risultare dannoso per l’organismo. Stando ad una ricerca eseguita dall’Aberdeen Royal Infirmary, infatti, un elevato apporto di vitamina C durante la gravidanza, potrebbe minare la salute dei bambini nel corso del secondo anno di vita, per via della comparsa di una malattia respiratoria conosciuta con il nome di “wheezing“.  Alla luce di ciò, sarebbe sempre bene non perdere il senso della misura e prestare la giusta attenzione ai più piccoli.

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