Gravidanza: ai bebè non basta tirare calci al pancione

Non solo calci contro il grembo materno, anche sbadigli. Il feto non conosce noia e stanchezza, ma ama sbadigliare.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 22 novembre 2012 17:48

I bebè non si accontentano di tirare calci al grembo materno, sbadigliano pure. Il feto nel pancione tende a sbadigliare spesso, almeno stando ai risultati che emergono da uno studio eseguito dalla Durham University, recentemente pubblicato su Plos One.

La ricerca, potrebbe fungere da viatico ad una comprensione più approfondita riguardo la salute del nascituro. Gli sbadigli nel pancione sono stati scoperti grazie a delle scansioni in 4d di ben 15 feti sani. La tecnologia 4d ha dato agli scienziati la possibilità di osservare in 3 dimensioni i feti, godendo tra l’altro della possibilità di osservare le immagini in movimento (opportunità non offerta dalla tecnologia 3d).

Sbadigliare sarebbe dunque parte integrante del corretto processo di sviluppo del bambino e sarebbe in grado di fornire ai medici un ulteriore indice riguardo la salute del feto.

Già in passato alcuni studiosi si erano espressi sui possibili sbadigli dei bebè, tuttavia, per anni la tesi è sembrata assai controversa, poiché per la scienza ufficiale era lecito pensare ad una semplice apertura della bocca. Per fortuna, ora è stato possibile rilevare le differenze tra un semplice movimento di apertura e lo sbadiglio vero e proprio.

Entrando nello specifico, il team di ricercatori ha scoperto che, più del 50% dei movimenti di apertura della bocca sono veri e propri sbadigli. Lo studio è stato eseguito su 8 femmine e 7 maschi di 24 e 36 settimane di gestazione.

Tra le altre cose, l’equipe scientifica ha scoperto che gli sbadigli vanno a ridursi dopo le prime 28 settimane, senza alcuna differenza di sesso per ciò che concerne la frequenza degli stessi.

Al momento la funzione dello sbadiglio del feto resta sconosciuta, tuttavia, i dati provenienti dalla ricerca sembrano suggerire che sbadigliare potrebbe esser connesso al corretto sviluppo del bambino, pertanto, questa semplicissima azione sarebbe in grado di fornire preziose indicazioni sulla salute dei futuri nascituri.

Non a caso, stando a quanto rilevato dai ricercatori, gli sbadigli sono più frequenti in feti sani, come se non bastasse, la frequenza degli stessi va a diminuire con il trascorrere del tempo.

A differenza degli esseri umani, infatti, i futuri nascituri non sbadigliano per stanchezza o perché contagiati da qualcun’altro, per tale ragione, è lecito pensare che lo sbadigliare può essere connesso alla maturazione del cervello nel corso del prime fasi di gestazione.

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