Ictus femminile: camminare riduce il rischio

Delle semplici passeggiate permetterebbero al gentil sesso di allontanare i pericoli derivanti da una delle malattie più temute al mondo.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 7 gennaio 2013 19:10

Diminuire il rischio di ictus nelle donne camminando almeno 4 ore a settimana? Stando ad uno studio eseguito dai ricercatori delle Asl spagnole, recentemente pubblicato sulla rivista Stroke, il semplice camminare per mezz’ora al giorno permetterebbe alle donne di ridurre le possibilità di essere interessate da ictus.

I ricercatori spagnoli non hanno rilevato i medesimi effetti benefici negli uomini, sia per ciò che concerne il camminare sia per quel che riguarda altre attività sportive (corsa, calcio, tennis, pugilato, palestra).

Ictus femminile e attività fisica – Lo studio

I ricercatori delle Asl spagnole hanno agito sotto la supervisione di quelli della Murcia, provvedendo ad analizzare i dati raccolti nei primi anni 90 su quasi 14.000 uomini e oltre 19.000 donne con un’età compresa tra i 29 e i 69 anni.

Il campione preso in esame, era parte integrante di una ricerca europea su nutrizione e tumori. I soggetti in questione sono stati monitorati fino all’anno 2006. Durante questo lasso di tempo, gli studiosi hanno registrato oltre 400 casi di ictus e 200 casi di attacco ischemico transitorio.

Attraverso un’attenta analisi dei dati, l’equipe di ricerca spagnola è giunta alla conclusione che tutte le donne che camminavano almeno 4 ore a settimana, presentavano un minor rischio di essere interessate da ictus.

Nessun dato significativo per ciò che concerne gli uomini invece. Un’attività fisica più o meno intensa, non gioverebbe ai maschietti, almeno per quel che concerne la prevenzione dell’ictus. Gli studiosi non sono ancora riusciti a comprendere le motivazioni alla base di questa “discriminazione”.

Qualcuno di essi ha azzardato (timidamente) l’ipotesi che ciò potrebbe derivare dal fatto che l’organismo maschile è ben diverso da quello femminile,  molto più incline allo stress e maggiormente portato al movimento e all’attività fisica. Non a caso erano gli uomini a cacciare nell’antichità. Per tali ragioni,  un movimento costante, anche se intenso e  non avrebbe effetti positivi sugli uomini nella lotta contro questa malattia.

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