Il 42% degli italiani infedeli tradisce dopo 2 anni di relazione

La crisi del secondo anno e la tendenza degli infedeli italiani che fanno risalire la loro prima scappatella al secondo anno di rapporto.

di Giorgia Martino 27 agosto 2012 19:05

Le coppie davvero fedeli si contano sulle dita di una mano, ma c’è un “momento” in cui si cede alla scappatella? Secondo un’indagine svolta da Incontri-Extraconiugali.com, il portale dedicato proprio al tradimento, su 2000 iscritti di entrambi i sessi il 42% afferma che il primo tradimento è avvenuto dopo due anni di relazione, e di questi, il 29% dice di aver cercato altrove attenzioni che oramai non provenivano più dall’amato, l’11% afferma che non c’era più passione e il 2% sostiene che non c’era più complicità nella coppia. Inoltre il 26% di loro ha tradito nell’ambito non di una scappatella, ma di una vera e propria relazione extraconiugale.

Lo staff di Incontri-ExtraConiugali.com spiega così il risultato del sondaggio:

La maggior parte dei tradimenti si concentra in un periodo di assestamento del rapporto di coppia, tra l’entusiasmo dei primi tempi e la sicurezza del rapporto decennale. L’entusiasmo dei primi tempi in cui le persone non vedono l’ora di vedersi e anche l’attrazione fisica è al massimo, dopo qualche mese di frequentazione viene meno. Questo spesso si traduce in un calo di attenzioni, anche nella sfera dell’intimità, che per alcune persone è inaccettabile. Per questo scatta il tradimento. Sebbene altri aspetti della relazione possano ancora funzionare, il diminuito interesse verso il partner, ma anche del compagno nei propri confronti, genera un comportamento fedifrago.

E prima e dopo lo scoccare del secondo anno? C’è l’infedele incallito che tradisce anche prima: appartengono a questa categoria il 35% degli intervistati, e si tratta per lo più di uomini. C’è poi chi resiste agli altri lidi, e rimanda la sua “prima volta” in una scappatella fra il terzo e il quindicesimo anno di relazione: sono il 17% degli intervistati, e sono coloro che tradiscono, come si può evincere, per motivazioni più “serie”, come difficoltà di comunicazione e forti incomprensioni che fanno cadere la stima reciproca.

Ci sono, poi, gli “infedeli fedeli più a lungo”, ossia coloro che hanno tradito il partner dopo 15 anni di relazione. Ma sono il 6%, ossia davvero una minima parte.

Ci sovviene una domanda: quale sarà la percentuale dei “sempre fedeli”? Esisteranno ancora questi uomini e queste donne con dei veri valori di lealtà? Noi vogliamo ancora crederci… fedeli a tale speranza!

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