Il cioccolato è una droga?

Un forte legame unisce cibi zuccherati e sostanze stupefacenti, almeno secondo uno studio eseguito dall'Università del Michigan.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 21 settembre 2012 14:06

Il cioccolato è uno dei cibi più amati e secondo una ricerca condotta dall’Università del Michigan, il suo successo sarebbe tutt’altro che casuale. Lo studio, che è stato diretto da Alexandra Di Felicenatonio e sarà pubblicato prossimamente su “Current Biology”, svela degli interessanti retroscena. Qualunque sia il gusto del cioccolato (al latte, fondente, alle nocciole), quest’ultimo va ad influenzare il cervello, originando un processo di dipendenza del tutto similare a quello delle droghe.

I ricercatori americani hanno infatti analizzato il comportamento dei topi, nutrendoli con del cioccolato dopo aver iniettato loro un farmaco nel cervello in modo da poterne osservare l’attività. Cosa ne è emerso? Quando l’animale mangiava cioccolato aumentavano i suoi livelli di encefalina, neurotrasmettitore che regola il processo di ricompensa e il dolore.

Alla luce di ciò, gli scienziati avvallano l’ipotesi che il cioccolato rechi al corpo una sensazione di piacere. Quest’ultima induce a consumarlo in maniera sempre più frequente, fino a portare ad una sorta di dipendenza. Appare dunque evidente la somiglianza con il processo originato dalle droghe.

Stando alle parole di Alexandra Di Felicenatonio, capo ricercatrice dell’Università del Michigan, lo studio ha dimostrato che il cervello presenta sistemi più ampi per replicare ai processi di ricompensa originati da alcune sostanze in grado di aumentare il desiderio.

Come se non bastasse, l’area del neostriato fino ad oggi era stata correlata esclusivamente alle funzioni del movimento, ma alla luce di quanto emerso, è bene considerare nuove strade per ciò che concerne le dinamiche che spesso portano ad un’abbuffata di dolci.

Obesi e tossicodipendenti da oggi dunque possono definirsi “cugini”? I risultati sembrano parlare chiaro, data la tendenza del cioccolato a generare una continua richiesta di cibi zuccherati, comportamenti “compulsivi”, come quelli generati dalle droghe. Ovviamente è sempre bene rimanere nella realtà, visto che il cioccolato per quanto dannoso non presenta i medesimi effetti negativi delle sostanze stupefacenti.

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