Incontinenza urinaria in gravidanza, come affrontarla

L'incontinenza urinaria è un problema con cui molte donne incinte si trovano a dover combattere. In realtà è risolvibile in più modi.

di Giorgia Martino 22 giugno 2012 10:13

Lo stato della gravidanza è un momento contraddittorio: felicità e paura si mescolano, rendendolo di sicuro un periodo intenso e particolare. Un problema di cui soffrono molte donne in gravidanza è quello dell’incontinenza urinaria, ossia la perdita involontaria di urina. I motivi per cui questo disagio si verifica maggiormente durante la gravidanza sono vari: innanzitutto c’è una maggiore compressione dell’utero che, crescendo di volume, preme sulla vescica; inoltre c’è uno stiramento delle fibre muscolari del pavimento pelvico. Generalmente si tratta di “incontinenza da sforzo”, nel senso che l’urina “sfugge” nel momento in cui il corpo è sottoposto ad un piccolo sforzo, come un colpo di tosse, una risata o uno starnuto.

Per tenere sotto controllo questo problema, innanzitutto bisogna assicurarsi che non si tratti di perdite di liquido amniotico: in questo caso bisogna rivolgersi urgentemente ad un ginecologo. Una volta che si è sicure che si tratta proprio di urina, bisogna evitare che essa infiammi o generi infezioni sulla parte esterna dei genitali. Per questo motivo occorre utilizzare assorbenti specifici e, per l’igiene quotidiana, è meglio usare detergenti disinfettanti, oltre a cambiare il più possibile gli slip.

Il punto è che spesso questa incontinenza resta anche dopo il parto, anche quando viene effettuato il taglio cesareo: in questi casi, il problema è il rimodellamento che le fibre muscolari della parete pelvica hanno subito, restando così adattate anche dopo la nascita del bimbo.

Quali sono le cure al riguardo? Durante la gravidanza si possono mettere in atto esercizi appositi che allenino il pavimento pelvico, ovviamente sotto la guida di professionisti come i fisioterapisti specializzati. Dopo il parto, se l’incontinenza continua ad essere un problema, oltre agli esercizi pelvici ci si può affidare al biofeedback, uno strumento di ultima generazione che tonifica l’attività muscolare pelvica.

Se il problema persiste a lungo, bisogna consultare il proprio ginecologo che, a seconda del caso, potrebbe ritenere opportuno un’intervento di chirurgia mini-invasiva.

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