Influenza 2013, antibiotici inutili: rischio effetti collaterali

Gli italiani ricorrono ai medicinali sempre più spesso, peccato che in molti casi questi finiscano con l'essere del tutto inutili. Scopriamo perchè.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 15 febbraio 2013 20:11

L’influenza 2013 continua a far danni. Troppi italiani ancora a letto, interessati dall’epidemia influenzale che quest’anno si è manifestata in tutta la sua ferocia. E’proprio la resistenza del virus ad aver spinto i cittadini del belpaese a ricorrere sempre più spesso ad antibiotici, prescritti con troppa facilità dai medici di famiglia, senza tenere in considerazione gli effetti collaterali.

Influenza 2013 e antibiotici – Meglio farne a meno?

L’antibiotico più prescritto dai medici italiani è l’amoxicillina, peccato che questo farmaco non sia particolarmente utile a placare le infezioni delle vie respiratorie, a meno che non si sia interessati da polmonite.

Senza la comparsa di questa malattia, infatti, gli effetti collaterali superano di gran lunga i benefici. A sostegno di tale tesi, una ricerca pubblicata sulla rivista “Lancet Infectious Deseases”. Lo studio è stato reso possibile grazie alla collaborazione di numerosi ricercatori di fama internazionale, fra questi, Francesco Blasi, direttore del Dipartimento di Broncopneumologia del Policlinico di Milano.

Alla comparsa di un’infezione alle vie respiratorie è sempre difficile stabilire se si tratta di un disturbo di origine batterica o virale. Purtroppo i sintomi sono piuttosto simili e per distinguerli bisogna eseguire delle visite mediche dettagliate, sempre più utopia,  per via del vasto numero di pazienti che ricorrono al medico curante. Per tale ragione, la maggior parte dei medici tende a prescrivere antibiotici, pur essendo quest’ultimi atti a contrastare esclusivamente le infezioni batteriche.

Influenza e antibiotici – La ricerca

Nel corso dello studio, i ricercatori hanno preso in esame circa 2.000 pazienti interessati da un’infezione alle basse vie respiratorie, non a rischio polmonite. A metà di loro è stata somministrata l’amoxicillina e alla restante metà un placebo.

In seguito gli scienziati hanno rilevato che fra i due gruppi non vi erano sostanziali differenze. L’antibiotico, infatti, non era in grado di agire sull’entità dei sintomi, né sulla durata di quest’ultimi. Con l’aggravante che rispetto al placebo finiva con il provocare una vasta gamma di effetti collaterali: eritemi, nausea, diarrea.

Considerazioni

Stando a quanto emerge dallo studio, appare chiaro che l’abuso di antibiotici è sconsigliatissimo e che è bene assumerli solo in caso di rischio polmonite.

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