Insonnia: il miglior rimedio è non lavorare?

Provocazione o realtà? Purtroppo non tutti possono permettersi questo fantastico stratagemma per garantirsi un riposo perfetto.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 26 dicembre 2012 19:29

Non lavorare per sconfiggere l’insonnia? E’ questo il miglior rimedio, magari quello definitivo?  Al di là delle  provocazioni e delle facili ironie, stando ad uno studio eseguito da un team di ricercatori dall’Università di Basilea, coordinati dal dottor Sakari Lemola e David Richter la qualità del sonno migliorerebbe in maniera esponenziale durante l’età della pensione.

La ricerca, che è stata recentemente pubblicata sulla versione on line di The Journals of Gerontology Series B, evidenzia come con il sopraggiungere dell’età pensionabile sia possibile riposare in maniera molto più profonda. Ciò sarebbe ovviamente ascrivibile ad una condotta di vita più tranquilla, con meno preoccupazioni ed ansie, grazie all’eliminazione delle angosce lavorative.

Non dover più andar a lavorare e preoccuparsi di “arrivare a fine mese”(nella migliore delle ipotesi) consentirebbe di eliminare lo stress, agente dannosissimo per il sonno.

Sonno ed età pensionabile – Lo studio

I ricercatori dell’Università di Basilea sono giunti a questa conclusione dopo aver intervistato 14.000 persone (uomini e donne) con un range d’età compreso tra i diciotto e gli ottantacinque anni.

Dai risultati emersi, è apparso più che evidente che invecchiando, la qualità del sonno tende via via a peggiorare. Non a caso, molte persone anziane sono interessate da insonnia. Gli studiosi hanno però rilevato che dopo i sessanta anni, il sonno migliora, raggiungendo il suo picco nell’anno successivo al pensionamento.

Alla luce di ciò, è lecito pensare che non è tanto l’entrata nei 60 anni a migliorare la qualità del sonno, quanto la possibilità di non lavorare, tuttavia, gli scienziati non sono riusciti a fornire risposte chiare e precise sull’argomento, che necessita di ulteriori studi di approfondimento.

Come se non bastasse, la ricerca ha poi rivelato che la qualità del sonno può essere connessa alla percezione del proprio stato di salute. In parole povere, più ci si sente in forma, più si riposa meglio. Non a caso, individui interessati da obesità, problemi cardiaci e dolori articolari si sono rivelati inclini a problemi di insonnia, se confrontati con soggetti sani.

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