Le donne italiane discutono poco di lavoro rispetto alle nordeuropee

Le donne italiane non solo sono le più svantaggiate in campo lavorativo, ma sono anche quelle che parlano più di famiglia che di lavoro nei forum.

di Giorgia Martino 25 Settembre 2012 14:15

Le donne italiane non sono certo le più avanzate come carriera lavorativa e, se il cane si morde la coda, una donna che non lavora è una donna che su Internet non parla di lavoro. E’ stato infatti dimostrato che, mentre nel Nord Europa (Germania, Regno Unito, Olanda e Austria) le donne nei forum, nei blog e nei social network si confrontano molto lavorativamente parlando, in Italia, Francia e Spagna il sesso femminile tende a discutere di coppia, cucina, famiglia e maternità. Insomma, diciamo che il web (come un po’ tutti i mass media) diventa specchio della società. Senza contare che nei Paesi di lingua neolatina le donne sono anche meno esperte di Internet, a causa del famoso digital divide.

E’ stato notato inoltre che la partecipazione al tema donne&lavoro e donne&tecnologia si verifica maggiormente su portali istituzionali che non sui più comuni blog: ciò vuol dire, secondo il team di Assintel, che sono argomenti che non generano molta “talkability” fra individui.

Se si vuol essere ancora più precisi, in Irlanda prevalgono i forum che si occupano della tematica “donne e lavoro”, in Germania si presta maggiore attenzione alla questione delle quote rosa e delle retribuzioni, in Gran Bretagna prevale come oggetto di discussione la donna e l’azienda, mentre in Francia e in Italia le donne si occupano soprattutto di coppia e famiglia.

Questa realtà europea e, di conseguenza, italiana, è stata monitorata dal Gruppo di lavoro delle imprenditrici di Assintel con l’indagine di “[email protected]”, e sono stati presentati proprio oggi in occasione di un convegno in Confcommercio a Milano, identificabile su Twitter con l’hashtag #[email protected] La ricerca in questione ha utilizzato un software di web crawling, analizzando i contenuti europei del web. Questa ricerca si è protratta per un anno e mezzo, a partire da Gennaio 2011 fino ad Agosto 2012, ed è stata coordinata da Valeria Severini.

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