Nati stanchi? Ecco di chi è la colpa

La stanchezza cronica interessa sempre più italiani. I motivi? Proviamo a scoprirli insieme.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 12 marzo 2013 21:49

Nati stanchi? Non proprio, se gli affetti da stanchezza cronica sono in aumento, ciò non sarebbe ascrivibile ad una pigrizia e fiacchezza congenite, ma allo stile di vita, più precisamente alle scarse ore di sonno.

Del resto le statistiche parlano chiaro. Nel 2003 gli italiani dormivano una media di 8 ore per notte, mentre oggi a stento riescono a raggiungere le 7. Un problema non da poco, visto che dormire poco, oltre a far ingrassare, può finire con l’alterare i geni del metabolismo ed essere una considerevole causa di stress.

Il dormire poco è ormai divenuta una vera e propria epidemia che coinvolge tutto il mondo occidentale. Alla luce di ciò è lecito chiedersi: si tende a dormire sempre meno per via dell’insonnia o perché nelle società occidentali siamo oberati di lavoro ed impegni ed abbiamo sempre meno tempo da dedicare al riposo?

Secondo Luigi Ferini Strambi, Direttore del Centro del sonno (Ospedale San Raffaele di Milano), circa il 30% dei cittadini del “Belpaese” soffre di insonnia, tuttavia, solo la metà di questi presenta un vero e proprio disturbo, ovvero pur cercando in tutti i modi di riposare non riesce a farlo. L’altra metà, è rappresentata da persone che non dormono per questioni ludiche o di lavoro.

Stanchezza cronica e mancanza di sonno– Colpa delle nuove tecnologie?

Tablet, smartphone, Facebook, Twitter & co. Fra I tanti motivi, bisogna segnalare anche la dipendenza dai nuovi dispositive multimediali e dai social network, che vengono utilizzati fino a tarda sera per tenersi in contatto con amici, parenti e familiari o magari per fare nuove conoscenze. Peccato che quest’ultimi vadano ad influenzare lo stato di allerta, alterando il riposo.

Secondo gli esperti, bisognerebbe limitare l’interazione tecnologica la sera, spegnendo smartphone, computer e affini, prima delle 21 di sera, in modo da non sovrastimolare il cervello, che la sera dovrebbe riposare e null’altro.

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