Salute: ecco il cerotto che non provoca dolore

Anziani e bambini avranno di che sorridere grazie agli speciali medicamenti dallo strappo "indolore".

di Francesco Giuseppe Ciniglio 1 novembre 2012 18:16

Generalmente per strappare un cerotto senza provocare troppi danni, bisogna farlo nella maniera più veloce possibile, tuttavia, anche la velocità causa dolore e irritazioni alla pelle. Basti pensare che, da un’inchiesta che ha riguardato i reparti di terapia intensiva neonatali delle strutture ospedaliere Usa, è stato emerso che questo metodo di rimozione ha provocato oltre un milione e mezzo di lesioni (talvolta permanenti) sulla pelle dei neonati.

Per loro e nostra fortuna, è in arrivo il cerotto che non causa dolore, ideato in particolar modo per gli anziani e i neonati, poiché, in grado di esser rimosso in maniera rapida senza lasciare alcun residuo e irritazioni sulla pelle. Il formidabile cerotto indolore è il frutto della collaborazione tra il team di scienziati del Brigham and Women’s Hospital di Boston e quelli del Massachussets Institute of Technology.

Il cerotto in questione è stato ribattezzato “tears without tears”, che tradotto significa su per giù “cerotto senza lacrime”, visto che può essere rimosso velocemente, senza la presenza di residui e irritazioni alla pelle.

Come se non bastasse, il cerotto indolore sarebbe in grado di aderire perfettamente all’epidermide, contrariamente alle precedenti versioni “pain free”, che avevano la tendenza a staccarsi con molta facilità.

Cerotto indoloreQual è il segreto?

Cosa rende questo cerotto speciale? Qual è il trucco che rende i “tears without tears” indolori ma efficaci? Il segreto sarebbe in un terzo strato ipersottile, formato da derivati del chitosano e situato fra la pellicola esterna e lo strato adesivo.

Cerotto che non provoca dolore –  Quando verrà distribuito?

Al momento i cerotti “senza lacrime” sono stati testati solo sui topi di laboratorio. Secondo le previsioni, i rivoluzionari medicamenti potrebbero essere immessi sul mercato nel giro di un paio d’anni, almeno stando a quanto sostenuto da Robert Langer, autore dello studio che ha portato alla creazione degli stessi.

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