Sesso, viagra low cost: scoppia la guerra dell’amore

La "pillola blu" più famosa al mondo al centro di una contesa senza precedenti. Chi avrà la meglio?

di Francesco Giuseppe Ciniglio 17 gennaio 2013 12:03

Il mercato del “sesso” è ormai pronto ad assumere nuovi scenari. Non stiamo parlando di quello “illegale”, legato al mondo della prostituzione, ma della famosa pillola blu, il Viagra. Tra qualche mese, infatti, scadrà il brevetto italiano della pillola blu e le imprese del settore son già pronte a farsi guerra.

Difficile, infatti, rinunciare ad un business tanto redditizio. Del resto il sesso non è solo piacere, ma anche una risorsa economica importante, un’attività che va ad originare un ampio mercato di consumatori.

Il brevetto del Viagra scadrà il prossimo giugno 2013 e almeno una ventina di aziende del settore le stanno provando tutte per non lasciarsi sfuggire questa irresistibile opportunità. Parliamo di un giro d’affari di quasi 80 milioni di euro, in continua espansione tra l’altro.

Pillola blu e scadenza del brevetto – Cosa accadrà?

A breve la pillola blu diverrà un semplice farmaco generico. Questo quasi sicuramente porterà alla comparsa di un Viagra low cost.

Diverrà dunque solo una questione di principio attivo e il prezzo potrebbe letteralmente crollare, riducendosi del 40% o più.

Negli ultimi giorni la Pfizer, aziende produttrice del Viagra, ha alzato il prezzo della pillola blu, al fine di sfruttare al meglio gli ultimi 5 mesi e rotti di monopolio.

Con molta probabilità, l’estinzione del brevetto non produrrà effetti esclusivamente sul mercato tradizionale, ma anche su quello “illegale”. Non a caso, il medicinale prodotto dalla Pfizer è il più contraffatto al mondo e molto spesso viene acquistato mediante “canali alternativi”.

Ovviamente sul commercio on line illegale del farmaco è difficile fare delle stime precise, tuttavia, stando ai sequestri operati dalla guardia di finanza, il mercato clandestino dovrebbe essere molto più florido di quello tradizionale, con vendite tre volte superiori. La speranza è che l’abbassamento dei prezzi porti ad un’attenuazione della “clandestinità” nella vendita del farmaco, anche se, come recita un vecchio proverbio, “l’erba cattiva non muore mai”.

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