Smettere di fumare a 30 anni salva la vita alle donne

Le donne che danno l'addio alle sigarette entro i 30 anni riducono drasticamente il pericolo di contrarre tumori.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 27 ottobre 2012 19:17

Smettere di fumare a 30 anni può salvare la vita alle donne, almeno stando ai dati offerti da uno studio condotto dall’Università di Oxford, che si è occupata di analizzare i rischi mortali corsi dal gentil sesso nel fumare sigarette.

Secondo i dati che emergono dalla ricerca, le donne che non smettono di fumare dopo i 30 anni, presentano un rischio di morte 3 volte superiore rispetto alle non fumatrici e rischiano di passar a miglior vita 10 anni prima rispetto a quest’ultime.

Entrando nello specifico, chi dice addio alle sigarette entro i 30 anni, riduce del 98% i rischi mortali derivanti dal fumo, mentre chi smette di fumare entro i 40 anni, va a ridurre il suddetto rischio del 90%.

La ricerca è stata pubblicata da Lancet in occasione del centesimo anniversario della nascita di Richard Doll, il primo ricercatore in grado di scoprire la correlazione tra fumo e tumore ai polmoni ed ha coinvolto quasi 1.300.000 donne con un’età compresa tra i cinquanta e i sessantacinque anni. Lo studio condotto dai ricercatori inglesi è durato ben 5 anni e alle donne esaminate sono stati sottoposti dei test specifici, in modo da valutare con esattezza le abitudini di vita di quest’ultime, il rapporto con il fumo e tracciare un quadro clinico accurato.

Sir Richard Peto, direttore della ricerca, ha affermato che nonostante sia vero che smettere di fumare entro i 40 anni vada a ridurre in maniera drastica il rischio di passar a miglior vita, sarebbe comunque bene cercare di abbandonare le sigarette prima possibile, visto che, ridurre il rischio non significa tenere un comportamento salutare, in grado di mettere al riparo dalle malattie.

Secondo gli studiosi che hanno eseguito la ricerca, questi risultati potrebbero essere estesi anche agli uomini. Il sesso, infatti, non sarebbe una grossa discriminante, dato che gli organismi di uomini e donne dovrebbero reagire più o meno allo stesso identico modo ai danni provocati dal fumo di sigaretta.

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