Stalking e gelosia: è colpa del cervello

Minacce, persecuzioni verbali, pedinamenti, i in risposta all'allontanamento della persona amata. Tanta follia risiederebbe in un'area cerebrale specifica.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 15 gennaio 2013 16:03

Alle donne più che agli uomini, capita di essere interessate da stalking. Una gelosia eccessiva che provoca continui pedinamenti, persecuzioni verbali e “fisiche”, uno spionaggio continuo. Problematiche veramente difficili da affrontare, visto che vivere rinchiuse nelle proprie mura domestiche non è una soluzione “sana” e la legge dà adito a numerose interpretazioni riguardo l’argomento stalking.

Quest’ultimo, è un comportamento ossessivo compulsivo deviato ed aggressivo, che spesso finisce con lo sfociare nell’omicidio o nel suicidio. Gelosia delirante che stando ad uno studio eseguito dal team di ricerca dell’Università di Pisa, avrebbe la sua origine in una zona cerebrale ben localizzata.

Lo studio è stata pubblicato di recente sulla rivista CNS – Spectrums. Secondo i ricercatori “pisani”, ad originare questo tipo di comportamenti, sarebbe una disfunzione ascrivibile alla corteccia maniacale frontale, un’area del cervello che va a controllare la gestione dei processi affettivi e cognitivi.

Donatella Marazziti, coordinatrice della ricerca, ha spiegato sulle pagine della nota rivista che insieme al suo team di ricerca ha provveduto ad elaborare un modello teorico improntato sull’osservazione clinica dei pazienti interessati da schizofrenia, morbo di Parkinson e alcolismo.

In questo tipo di soggetti, sono molto frequenti episodi di gelosia ossessiva, specialmente in quelli interessati da morbo di Parkinson e in coloro che vengono curati con medicinali in grado di incrementare la produzione di dopamina.

Gelosia che degenera in malattia fino a divenire stalking. Un confine “labile”, che tuttavia può essere tracciato: catastrofismo in seguito all’abbandono della persona amata, fraintendimento dei sentimenti, ossessione compulsiva, morbosità e così via.

Stalking e gelosiaCura possibile?

In futuro sarà possibile prevenire questa forma di gelosia ossessiva? E’ lecito sperare, almeno a guardare i risultati della ricerca, visto che secondo i ricercatori, una conoscenza più adeguata delle alterazioni biochimiche e dei circuiti cerebrali connessi a questa patologia, potrebbe permettere un’individuazione immediata delle persone a rischio.

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