Tumori: alghe Ogm, la nuova cura low cost

Chlamydomonas reinhardtii, è questo il nome dell'alga che potrebbe dar il via a terapie antitumorali a buon mercato.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 12 dicembre 2012 15:05

La lotta al cancro da oggi vanta un nuovo alleato: le alghe ogm. Quest’ultime, consentirebbero di dar vita ad una cura low cost contro i principali tumori, almeno secondo il parere dei ricercatori dell’Università della California, che, coordinati da Stephen Mayfield, sono riusciti a modificare geneticamente l’alga Chlamydomonas reinhardtii conferendo alla stessa la capacità di produrre immunotossine capaci di eliminare i linfociti B con componenti tumorali. Una ricerca autorevole recentemente pubblicata sulla rivista Pnas.

Tumori e alghe ogmLo studio

Le immunotossine sono delle molecole che si compongono di 2 porzioni: l’anticorpo in grado di riconoscere la cellula che va eliminata e la tossina atta a far ciò. Le alghe prodotti dai ricercatori dell’Università della California vengono già usate per la cura dei tumori, tuttavia, i costi attuali sono piuttosto elevati. Una delle maggiori problematiche è data dal fatto che l’immagazzinamento delle suddette molecole nella cellula che le produce risulta essere tossico per la cellula medesima.

Al contrario, le alghe Ogm prodotte da Mayfield & co. vanno ad accumulare le immunotossine nel cloroplasto, l’organulo adibito alla fotosintesi, con il vantaggio che in esso non vanno a rilasciare alcuna sostanza tossica. Come se non bastasse, le molecole prodotte dalle alghe Ogm presentano la medesima struttura 3d di quelle provenienti dalle cellule dei mammiferi.

Gli esperimenti eseguiti sui ratti grazie all’impianto di linfociti B dalle proprietà tumorali appartenenti agli esseri umani  ha finito con il dimostrare che il trattamento con le suddette immunotossine ha la capacità di prolungare la vita degli animali. Sintetizzando il medesimo farmaco nelle alghe, molto probabilmente sarà possibile offrire una nuova cura low cost a tutti i malati di tumore, offrendo una nuova speranza a tutti coloro che non possono permettersi terapie costose. Del resto i risultati ottenuti dai ricercatori californiani fanno ben sperare.  Non resta che attendere fiduciosi eventuali sviluppi della ricerca,  l’ottimismo è d’obbligo.

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