Tumori: ecco la proteina killer

Prevenire e frenare la crescita delle cellule tumorali? Una scoperta danese fa ben sperare.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 27 gennaio 2013 19:46

Prevenzione dei tumori da oggi più semplice? Pensarlo è lecito, almeno stando ai risultati che provengono da uno studio condotto dall’equipe di ricerca del Center for Healthy Ageing dell’Università di Copenaghen.

Il team di ricercatori danesi, è infatti riuscito a identificare un composto che blocca l’evoluzione di una proteina che consente la diffusione dei tumori. Quest’ultimo, stando ai dati diffusi dalla rivista Chemistry and Biology, costituirebbe un ipotetico agente antitumorale.

Tumori e proteina killer–  La ricerca

BLM, è questo il nome della proteina da “manomettere” e al contempo salvaguardare per via della funzionalità assicurata, ovvero il mantenimento del equilibrio delle cellule quando queste si moltiplicano, finendo così per prevenire i tumori.

Bisogna però dire che alcune tipologie di cancro necessitano della BLM per svilupparsi, tra questi l’osteoarcoma, un tumore maligno dell’osso noto per la sua aggressività.

I ricercatori danesi hanno ottenuto risultati lusinghieri, riuscendo dove altri avevano fallito, “spegnendo” l’attività di questa proteina nelle cellule umane adoperando un inibitore che prende il nome di ML 216. Quest’ultimo è in grado di arrestare l’attività delle cellule che emettono BLM per propagarsi, lasciando in vita esclusivamente quelle che ne sono prive.

Ian Hickson, coordinatore della ricerca eseguita dal Center for Healthy Ageing dell’Università di Copenaghen, ha spiegato a mezzo stampa le difficoltà alle quali, in genere, la medicina va incontro quando ha la necessità di trattare l’osteosarcoma e il sarcoma.

Il composto scoperto, presenterebbe le giuste caratteristiche per la creazione di una terapia innovativa, in grado di arrestare lo sviluppo di numerose forme tumorali. Al momento, i ricercatori danesi sono “a caccia” dei derivati del composto più efficaci per l’impiego farmacologico.

Non resta dunque che attendere il corso della scienza per capire se sarà possibile o meno, in un futuro più o meno prossimo, placare alcune forme tumorali. Non resta che incrociare le dita e confidare nel genio umano.

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