Uomini e maiali sono uguali? Quasi

I suini sono più simili all'uomo di quanto siamo portati a pensare, lo sostiene la scienza.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 15 novembre 2012 13:42

Si sa che le donne amano associare gli uomini ai maiali. Ironia della sorte, stando ad una ricerca eseguita dall’Università di Wageningen (Paesi Bassi) e pubblicata di recente sulla rivista “Nature”, le cose starebbero più o meno così. I ricercatori hanno infatti provveduto a “mappare” il genoma dei suini, rilevando corrispondenze tra il Dna dell’uomo (inteso però come essere umano) e quello del maiale.

Entrando nel dettaglio, gli scienziati hanno provveduto a sequenziare il profilo genetico di una maialina domestica di razza Duroc. Attraverso la mappatura del Dna, quest’ultimi hanno riscontrato ben centododici corrispondenze con gli aminoacidi coresponsabili delle malattie umane.

Se li si raffronta ai cinghiali, molto più selvatici, i suini da allevamento con il tempo hanno affinato determinati meccanismi biologici che li rendono vicini alla specie umana. Su tutti sistema immunitario e olfatto, particolarmente sviluppati nei maiali.  Secondo gli scienziati, proprio il gran numero di geni destinati all’olfatto, spiegherebbe perché questi animali dipendono a tal punto da questo senso per scovare il cibo.

Questo tipo di informazioni potrebbero rivelarsi utili per gli allevatori di maiali, dando loro la possibilità di migliorare le difese immunitarie dei suini con conseguenti benefici anche per gli esseri umani. Senza contare quelli diretti, dato che, lo studio eseguito su maiali da laboratorio sembra offrire prospettive interessanti per la cura di malattie e disturbi come: diabete, obesità, Parkinson e Alzheimer.

Ovviamente bisognerà attendere un bel po’ di anni per ottenere risultati concreti, tuttavia, al momento, sono stati rilevati i processi di resistenza / adattamento ad agenti patogeni che a volte, al manifestarsi di alcune epidemie virali, colpiscono gli uomini attraverso la carne di maiale. Su tutte le sindromi influenzali. Non a caso, stando alle ricerche in materia, questo tipo di epidemie sembrerebbe procedere in maniera parallela tra esseri umani e maiali, tanto diversi nell’aspetto, ma “cugini” nel Dna.

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