Uomini selvaggi: il “prepotente” ritorno del macho

I metrosexual hanno i giorni contati, l'uomo "ruvido" si appresta a fare il suo ritorno sulla scena.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 12 gennaio 2013 19:49

Metrosexual ormai giunti al capolinea? Gli uomini selvaggi sembrerebbero pronti a riprendersi lo scettro della seduzione. Rude, aitante, poco curato, dai modi “spicci e sbrigativi”, il sex symbol di un tempo ritorna in auge per questo 2013 che si preannuncia all’insegna della “virilità”, ma anche dell’intelletto.

“Ruvidità” e dannazione che vanno di pari passo, un “maudit” salutista, è questo il modello di uomo che sembra emergere nelle ultime collezioni maschili. A conferma di tale dato, un’inchiesta condotta dall’Associazione Donne e Qualità della Vita, su un gruppo di donne con un’età compresa fra i diciotto e i cinquanta anni.

Uomini selvaggiLa riscossa del macho

Uomo virile, maschio e “all’antica”, ma nell’accezione positiva del termine, che va a prescindere da ogni forma di machismo e maschilismo. Un uomo che non ama depilarsi o spalmarsi creme corpo, ma che comunque ama prendersi cura di sé, esibendo il suo “ruvido fascino”. Un corpo aitante ma barba incolta, capelli arruffati o comunque poco pettinati. Un finto trasandato, sexy, genuino.

E’ ormai la fine dunque per il Pattinson alias “Edward Cullen” di turno, che molto probabilmente finirà per essere “fatto a brandelli” dal rivale Taylor Lautner, almeno per quel che concerne l’aspetto seduttivo? Non proprio, visto che questo tipo di maschio (un termine che in questo caso ad alcuni farà sorridere) potrà sempre contare sullo “zoccolo duro” delle teenager a caccia del “Principe Azzurro”, glabro, femmineo e iper curato e delle adolescenti più in là con gli anni che non hanno mai superato la “pubertà”, almeno per quel che riguarda i gusti in materia di uomini.

I bei tempi però sembrano essere finiti, almeno a guardare ciò che succede nel mondo del cinema e della tv, dimensioni che spesso fungono da specchi per la società. L’inversione di tendenza sembra però essere palese, basti pensare a Channing Tatum, Javier Bardem, Vin Diesel, Alex Pettyfer e così via.

Almeno per quest’anno, dunque, basta con i supereroi emaciati. Nervi d’acciaio, muscoli, ma anche cervello, sono questi gli ingredienti vincenti ora.

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