Valerie Bacot: processata per l’omicidio del marito dopo anni di violenze

Si riapre il caso di Valerie Bacot, la quarantunenne francese accusata dell’omicidio del marito Daniele Polette. L’uomo, fu ucciso con un colpo di pistola alla testa

di Maria Barison 24 Giugno 2021 10:53
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Valerie Bacot

Il processo a Valerie Bacot

Si riapre il caso di Valerie Bacot, la quarantunenne francese accusata dell’omicidio del marito Daniele Polette. L’uomo, fu ucciso con un colpo di pistola alla testa, e il suo cadavere occultato: fu la stessa Valerie Bacot a seppellirlo, con l’aiuto dei suoi due figli. Il 21 giugno si è riaperto il processo a carico della donna, condannata per omicidio: il giorno dell’arresto, la donna non oppose resistenza, al contrario dichiarò la sua colpevolezza, confermando di aver commesso il delitto.

Valerie Bacot, ha conosciuto quello che poi sarebbe diventato suo marito all’età di dodici anni: era il compagno di sua madre e sin da quando era piccola, ha abusato di lei, costringendola alla prostituzione. Per anni, Valerie Bacot ha subito abusi, minacce e percosse. E’ stata costretta ad unirsi con lui in matrimonio dal quale sono nati quattro figli. Per tutta la vita, Valerie Bacot, ha subito maltrattamenti di ogni genere: ha subìto violenze, vessazioni, percosse, dall’uomo che è stato prima il suo patrigno e poi suo marito. Per anni, la giovane ha vissuto nel silenzio, senza alcuna forma di protezione.

La Francia si spacca ora in due: migliaia di persone hanno espresso la loro solidarietà nei confronti di Valerie, ed hanno firmato una petizione affinchè venga assolta dal reato di omicidio. Il pool della difesa, ha messo in luce un importante aspetto: Valerie Bacot, è, la vittima. Per anni, non è mai stata difesa, anche se nella comunità di Clayette, tutti sapevano degli abusi sessuali e delle violenze fisiche che la donna subiva; eppure Valerie Bacot è stata lasciata sola.

Il suo avvocato ha dichiarato in un’intervista di essere profondamente commossa dall’affetto che parte della popolazione francese ha dimostrato nei riguardi di Valerie, che per anni, è stata la vittima e non la carnefice. L’avvocato, ha inoltre dichiarato che la sua assistita, non era una donna programmata per uccidere, ma una donna che per anni, non ha avuto una vita, ma solo dolori. E’ una donna che non ha avuto la forza di ribellarsi né durante il periodo dell’adolescenza, né successivamente. La storia di valerie Bacot, tocca da vicino tantissime donne, tutte quelle che non vengono tutelate e protette dall’entourage familiare e dalla società.

La ribellione di questa donna, è una ribellione consapevole seguita ad anni di soprusi da parte di un uomo più anziano di lei di venticinque anni, che le ha strappato la vita, in ogni senso. Il processo stabilirà se tutti questi elementi, sono sufficienti a scagionare la donna e a donarle la possibilità di una nuova vita.

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