Vivere più a lungo: ecco il segreto

Inutile spendere fior di quattrini per assicurarsi "l'elisir di lunga vita". La longevità è a portata di mano.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 27 gennaio 2013 13:32

Elisir di lunga vita, trucchi per assicurarsi la tanto bramata longevità, ogni giorno i media reclamizzano prodotti che si autodefiniscono “miracolosi”. Quanto c’è di vero? Nulla o quasi.

Per fortuna il segreto per vivere più a lungo è molto più semplice e lo rivela una ricerca spagnola condotta su dei topi. Qual è?

Secondo lo studio eseguito dal Centro di Ricerca Nazionale spagnolo sul cancro, tagliando l’apporto calorico giornaliero del 40%, sarebbe possibile aumentare la propria aspettativa di vita di circa 1/5 e diminuire considerevolmente il rischio di sviluppare tumori e altre patologie. Senza contare gli effetti benefici sulla propria forma fisica e il metabolismo.

Vivere più a lungo mangiando di meno – La ricerca

Per comprendere affondo lo studio spagnolo, è importante conoscere la funzione dei telomeri. Essi costituiscono la porzione terminale dei cromosomi, che hanno un ruolo fondamentale nella replicazione del DNA, non a caso il ritiro graduale di questa struttura è una delle cause dell’invecchiamento cellulare.

Alla luce di ciò, “allungando” i telomeri sarebbe possibile godere di effetti positivi per la salute del genoma Come fare? Sarebbe sufficiente ridurre il cibo assunto a tavola, almeno stando ai risultati ottenuti sui topi.

La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One, è stata condotta su dei topi di soli 3 mesi di età. Gli scienziati spagnoli hanno “alleggerito” la dieta giornaliera di quest’ultimi, tagliandola di circa il 40% e  analizzando cosa avveniva con il passare degli anni. Ne è emerso che i topi che intrattenevano una dieta ipocalorica, subivano minori danni ai telomeri rispetto a quelli che mangiavano in maniera regolare.

Come se non bastasse, negli anni della vecchiaia i cromosomi dei primi non presentavano grosse anomalie e la possibilità di contrarre tumori calava di circa il 40%, così come il rischio di contrarre altre patologie (osteoporosi su tutte).

I risultati ottenuti con i topi possono essere validi anche per gli esseri umani? Per saperlo non resta che attendere i dati provenienti da diverse ricerche in corso.

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