Vizio del fumo: smettere di fumare grazie all’elettroshock

Addio alla dipendenza da sigarette grazie a delle scariche elettriche? Fantascienza o realtà?

di Francesco Giuseppe Ciniglio 30 gennaio 2013 14:25

Combattere il vizio del fumo servendosi dell’elettroshock? Un metodo “duro”, ma che permetterebbe ai più di smettere di fumare, almeno secondo una ricerca della McGill University pubblicata di recente sulla rivista scientifica Pnas.

E’ bene però frenare gli allarmismi, dato che la stimolazione magnetica avverrebbe con elettrodi a basso voltaggio, dunque, senza alcun rischio per il soggetto che intende sottoporsi a questo trattamento con la speranza di smettere di fumare.

Vizio del fumo e elettroshock – La ricerca

La nuova rivoluzionaria terapia nasce dai successi ottenuti dai ricercatori nel rilevare i meccanismi chimici provenienti da determinate aree del cervello che vanno a scatenare la voglia di sigarette.

E’ bene sapere, infatti, che nel cervello di fumatori e tossicodipendenti si origina un desiderio alimentato sia dalla possibilità di beneficiare della sostanza in un breve lasso di tempo sia da stimoli uditivi o visivi che ricordano quest’ultima, come ad esempio la visione di uno spot pubblicitario che reclamizza sigarette, etc.

Dietro questi semplici meccanismi ci sarebbe una complessa attività biochimica messa in atto da diverse aree cerebrali.

Entrando nel dettaglio, i ricercatori della McGill University sono giunti alla detta conclusione dopo aver studiato le reazioni del cervello di un gruppo di 10 fumatori dinanzi a degli stimoli che ricordano le sigarette, a prescindere dalla possibilità immediata di fumare o meno.

In un’area della corteccia prefrontale, fondamentale per decisionalità e autocontrollo, risiederebbe il controllo del desiderio legato alla possibilità di poter appagare in breve tempo lo stimolo percepito.

La possibilità di poter fumare una sigaretta immediatamente andrebbe ad “accendere” un’ulteriore zona del cervello, ovvero la corteccia orbito frontale. Ecco dunque la voglia di fumare.

Disattivando questa parte del cervello grazie alla stimolazione magnetica, sarebbe possibile ridurre la voglia di sigarette, anche quando quest’ultime sono tra le mani del fumatore, dunque immediatamente disponibili.

Vizio del fumo e elettroshock – Considerazioni

Terapia attuabile o azzardo? E’ lecito pensare di contrastare la dipendenza dalle “bionde” con delle scariche elettriche o lo studio della McGill University punta eccessivamente in alto?

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