Il marito si trova ingrassando? Ecco dove

Grasso è bello e consente di convolare più facilmente a nozze? Qual è la verità? Scopriamola insieme.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 16 novembre 2013 22:00

Mangiare a dismisura, ingrassare per trovare un marito? No, non siamo dinanzi all’ultima frontiera della seduzione, ma ad un “fenomeno” piuttosto singolare, figlio del malcostume di una nazione in cui regnano cultura machista e sottosviluppo. L’ingrassare per trovare marito, infatti, è la pratica che viene imposta a delle donne mauritane, costrette ad alimentarsi in maniera forzata e a prendere ormoni della crescita per soddisfare i gusti dei propri futuri partner.

Nell’Africa occidentale, l’obesità femminile viene vista come un simbolo di prestigio e ricchezza. Per tale ragione, sin dalla più tenera età, le bambine vengono alimentate forzatamente, con la speranza, che, una volta cresciute, finiscano con il trovare marito in maniera agevole.

A prescindere dagli ingenti quantitativi di cibo, a preoccupare sono i pericolosi ormoni che vengono fatti ingerire alle bambine, poiché, generalmente destinati agli animali. Il credo del “grasso è bello” sta finendo con il contagiare tutta l’Africa, provocando un temibile aumento dell’obesità nel continente nero e mettendo la salute delle donne a rischio.

Ingrassare per trovare marito – La tecnica del gavage

Sin dagli 8 anni, alle bambine mauritiane vengono imposte le severe regole del gavage, una tecnica adoperata per ingrassare le oche durante la produzione del foie gras. Una volta la fatidica età da marito, le bambine vengono inviate nei “campi di grasso”. Qui vengono nutrite a dismisura e costrette ad ingerire oltre 15.000 calorie al giorno.

Come è strutturato l’inquietante menù offerto alle bambine? E’ presto detto. Colazione con mollica di pane inzuppata nell’olio d’oliva e per la restante parte della giornata, pasti frequenti a base di pane, carne di capra, couscous, fichi e litri di latte di cammello.

Ingrassare per trovare marito – La parola alle lettrici

Un vero e proprio scandalo in piena regola, a cui nessuno sembra essere pronto a mettere fine. E’ lecito paragonare, seppur con le dovute distinzioni, la subdola manipolazione dei media, che ha spinto le donne occidentali a ricercare il mito della magrezza a tutti i costi, con le abbuffate forzate imposte alle bambine mauritiane, vittime a loro volta di uno “status symbol” arcaico? Il confine fra induzione e costrizione è labile? A voi la parola.

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