Reprimere la rabbia: rischio infarto

Trattenere le emozioni negative alla lunga potrebbe finire con il compromettere la salute.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 24 ottobre 2012 19:56

Reprimere la rabbia può essere dannoso per la salute, almeno stando ad un studio condotto dall’Università di Tilburg, pubblicato sull’American Journal of Cardiology.

Secondo il suddetto, chi non sfoga la rabbia, vedrà triplicare le possibilità di avere un infarto nel giro di cinque – dieci anni.

Lo studio è stato coordinato da Johan Denollet, che ha analizzato più di 600 persone afflitte da problemi cardiaci, monitorandole per ben 6 anni.

Reprimere la rabbia ed effetti negativi – Lo studio

Nel corso di questi 6 anni, il 20% dei soggetti esaminati sono stati interessati da un attacco cardiaco  di forte entità. Quest’ultimo in alcuni casi si è rivelato letale. Di questo 20% interessato da infarto, uno su tre mostrava una certa tendenza a reprimere la rabbia.

In seguito, confrontando i dati, i ricercatori sono giunti alla conclusione che i pazienti che tendevano a sopprimere la rabbia, erano quelli maggiormente interessati da attacchi cardiaci.

Rabbia – Come agire?

Alla luce dei dati che emergono da questa ricerca, è lecito chiedersi quale sarebbe il modo giusto per gestire la rabbia.

Contrariamente a quel che si pensa, arrabbiarsi non significa mettersi al riparo da infarti, dato che si rischia di incorrere in un altro eccesso, dove l’eccessiva rabbia può finire con l’alterare il ritmo cardiaco, provocando danni similari.

Per tale ragione, chi è interessato da problemi cardiovascolari, farebbe bene a consultare un terapeuta, in modo da gestire al meglio gli attacchi di rabbia.

Al di là di ciò, per difendersi dalla rabbia e dalle emozioni negative, molte volte è sufficiente essere ottimisti e esternare il proprio punto di vista, senza alcun timore reverenziale.

Essere se stessi, è il modo migliore per interagire con gli altri e tenersi lontani da picchi di nervosismo derivanti dal continuo “sopportare” l’altro. Mai privarsi di ragione e istinto, soprattutto se si corre il rischio di contrarre un infarto.

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