Quali analisi fare prima del parto

Per stare tranquille

di Miss Milla 1 febbraio 2015 9:45

Mancano poche settimane al parto e dovete fare le ultime analisi per verificare che tutto vada bene e che la gravidanza proceda nel modo migliore, vediamo quali accorgimenti prendere e come dovete procedere.

Il tampone vaginale o rettale non rientra tra gli esami di routine, ma ormai lo prescrivono quasi tutti i ginecologi tra la 34ma e la 36ma settimana: serve per individuare la presenza dello Streptococco Beta-emolitico di gruppo B, un batterio innocuo per la mamma ma che potrebbe infettare il bebè al momento del passaggio lungo il canale vaginale. Diagnosticarlo in tempo consente di instaurare una terapia antibiotica alla mamma prima del parto.

A  fine gravidanza si fanno anche gli ultimi esami del sangue: emocromo, HIV, epatite B e C. a questi andrebbe associato anche un test della coagulazione del sangue, utilissimo se si dovesse ricorrere al cesareo o si vuol fare l’epidurale. Ma anche se il parto è naturale, eventuali difetti della coagulazione possono essere corretti con farmaci ad hoc per prevenire tromboflebiti post partum.

L’esame delle urine serve ad individuare e curare tempestivamente un’eventuale infezione delle vie urinarie, che, sia pure raramente, potrebbe risalire lungo l’uretere (il canale che collega vescica e rene), provocando una pielonefrite, o arrivare al feto, causando un parto prematuro.

In più, l’urinocoltura consente di identificare il batterio responsabile dell’infezione e gli antibiotici in grado di debellarlo. Sarà un momento bellissimo ma riuscirete a stare tranquille se effettuerete tutti gli esami del caso, il parto sta arrivando fate il pieno di energia e godetevi il momento.

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