Dieta: mangiare presto fa dimagrire

Perdere peso puntando le lancette dell'orologio? Mera stravaganza o realtà incontrovertibile?

di Francesco Giuseppe Ciniglio 29 gennaio 2013 20:28

L’essere a dieta non sempre permette di dimagrire. Perdere peso non è semplice, anche se si segue un regime alimentare ipocalorico, per tale ragione, è sempre bene adottare tutti i trucchi possibili per ottenere un dimagrimento rapido e in grado di durare nel tempo.

Uno su tutti? Guardare l’orologio quando si mangia. Stando ad uno studio frutto della collaborazione fra il Brigham and Women’s Hospital di Boston (Usa) e l’Università della Murcia (Spagna), l’orario dei pasti sarebbe fondamentale nel determinare la perdita peso.

Uno studio approfondito, che non a caso ha trovato ampio spazio sulle pagine dell’International Journal of Obesity. Secondo la ricerca ispano- americana, l’orario dei pasti permetterebbe di capire quanti kg è possibile smaltire. Attenendosi ai risultati di quest’ultima, sembrerebbe che chi mangia tardi tenda a dimagrire molto meno di chi invece è solito sedersi a tavola presto.

Lo studio ispano americano va dunque a confermare i risultati offerti da una ricerca condotta dalla Northwstern University su degli animali da laboratorio, sostenitrice della tesi che consumando i pasti negli orari giusti, sarebbe possibile smaltire i chili di troppo e prevenirli.

Mangiare presto per dimagrire – La ricerca

La ricerca frutto della collaborazione tra i due atenei si è avvalsa della collaborazione di oltre 400 volontari in sovrappeso. Tutti i soggetti testati sono stati sottoposti al medesimo programma di dimagrimento della durata di 5 mesi.

I volontari sono stati divisi in due gruppi differenti, in base alle loro abitudini a tavola. Quelli che consumavano il pranzo prima delle 15 sono stati inseriti nel primo gruppo, mentre nel secondo gruppo sono stati inseriti coloro che avevano la tendenza a pranzare dopo il suddetto orario.

Dai risultati è emerso che le persone appartenenti al secondo gruppo avevano molte più difficoltà nel perdere peso rispetto ai componenti del primo  gruppo, che in genere pranzavano prima delle 15.

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