Labbra e seni rifatti: un documento per dire no agli eccessi

La chirurgia plastica fa belle? Dipende. A volte gli eccessi ed il bello non vanno proprio di pari passo. A tal proposito si è espresso il Cnb.

di Giorgia Martino 10 luglio 2012 11:44

Quando si parla di bellezza non si può non parlare di chirurgia plastica. E quando si parla di chirurgia plastica arrivano i tabù. Già, perché alla fine la chirurgia plastica è ancora un tabù, e purtroppo lo è per un motivo: le esagerazioni. La chirurgia plastica è al centro di desideri e di ipocrisie, di uomini e donne che inneggiano al naturale eppure farebbero carte false per avere “il bello” anche non proprio di Madre Natura. Ma gli eccessi non sono certo appartenenti alla categoria del “bello”, bensì del “ridicolo”, presentando soggetti omologati venduti come fenomeni da baraccone.

L’eccesso non è solo grottesco: è anche pericoloso. I rischi connessi alla mastoplastica additiva, ad esempio, aumentano se le protesi scelte sono troppo grandi rispetto alla struttura che le può contenere, senza contare che gli interventi sono richiesti da un numero sempre maggiore di ragazze vicinissime ai diciotto anni, e questo è molto pericoloso, sia perché il corpo di una donna  quell’età non ha raggiunto lo sviluppo completo sia perché è facile che da adolescenti si abbiano almeno il quintuplo dei complessi che si possono avere dopo dieci anni anche se con la pelle che cede di più e le rughe che cominciano a fare capolino.

A quel punto, diventa anche questione di responsabilità del chirurgo plastico in questione.

Per questo motivo è stato pubblicato un documento del Cnb, il Comitato Nazionale di Bioetica, che richiama i chirurghi plastici al rispetto della deontologia. In esso si legge:

 La liceità dell’intervento deve essere subordinata al bilanciamento del rapporto tra rischi e benefici e commisurato alle condizioni psicofisiche, alla funzionalità degli organi interessati e a una completa informativa con adeguata consulenza anche psicologica.

Tale documento potrebbe essere approvato la prossima settimana ed è firmato dal vicepresidente vicario Lorenzo D’Avack, da Laura Palazzani e da Giancarlo Umani.

Si insiste inoltre sul divieto di operare adolescenti al solo fine di uniformarli esteticamente. Ovviamente diversa è la questione per coloro che ne hanno strettamente bisogno per problemi di salute.

Si presta particolare attenzione alle labbra e al seno, ossia quelle parti del corpo per cui sono richiesti più interventi e anche più esagerazioni. A tal proposito si esprime Maurizio Valeriani, primario di chirurgia plastica e ricostruttiva all’ospedale San Filippo Neri di Roma:

 Il medico che riceve richieste incongrue non dovrebbe a mio parere assumere una posizione rigida. Il paziente di fronte al rifiuto netto troverà di sicuro qualche collega pronto ad accontentarlo. Dunque meglio la dissuasione ragionata. No agli occhi tirati alla cinese e alle labbra canotto. Se non c’è modo di convincere allora ricorriamo alla medicina estetica per simulare i risultati. Botulino e sostanze riempitive come l’acido ialuronico sono riassorbibili. Per il seno l’unica via è invece la garbata dissuasione.

Importante, in ogni intervento di chirurgia estetica, è anche il supporto di uno psicologo, considerando che spesso il problema focalizzato su di un seno o su di un naso è molto più profondo di un difetto estetico, e si trova in quella concezione di sé che spesso è tanto difficile migliorare, nemmeno con la chirurgia estetica.

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