Il cervello cancella i brutti ricordi dalla memoria

La nostra mente altera la realtà, snaturando completamente un evento con l'incedere del tempo.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 23 Settembre 2012 14:17
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Secondo un recente studio, il cervello va a cancellare i brutti ricordi, alterando la memoria. Man mano che il tempo passa, il ricordo viene alterato, fino allo stravolgimento totale dell’evento reale, un po’ come avviene nel gioco del telefono senza fili. La ricerca è stata condotta dalla Northwestern University e pubblicata sul Journal of Neuroscience.  Uno studio che inizialmente ha coinvolto dodici persone,  per poi includere ben 70 componenti.

Cosa è emerso dallo studio condotto dalla Northwestern University? Tutti  i soggetti che hanno preso parte a questa ricerca, sono stati interessate da questo fenomeno di alterazione del ricordo. Entrando nel dettaglio, è emerso che il cervello tende a rimuovere gli accadimenti spiacevoli, privilegiando i bei ricordi, amplificandoli in modo smisurato.

Il nostro cervello mente dunque, dato che va ad alterare la memoria, fino a snaturare il ricordo originale. Donna Bridge, la ricercatrice autrice dello studio, è dell’avviso che la nostra memoria è tutt’altro che statica. Ricordando un vecchio evento quando si interagisce in un nuovo contesto e ci si trova in un periodo particolare della propria vita, si ha la tendenza ad integrare nuovi dettagli del tutto inediti.

Conclusioni

Una dura realtà che tutti noi siamo costretti ad accettare. Ricordare un evento dunque, significherà per forza di cose alterarne il ricordo e più tempo passerà più quest’ultimo verrà stravolto. Di contro, il dato positivo che emerge da questo studio, è dato dal fatto che la nostra mente tende a rimuovere le “spiacevolezze”, conservando gli aspetti positivi. Ovviamente ciò non è da ascrivere agli eventi gravi e traumatici, ma a quei piccoli fastidi che accompagnano tutti noi (brutti ricordi dell’infanzia, traumi scolastici, figure barbine rimediate in giro con gli amici, etc). Insomma, come sostiene la stessa Donna Bridge, siamo autorizzati a ridere quando una persona sostiene di ricordare esattamente cosa è avvenuto anni e anni fa.

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