Pelle protetta in estate, i consigli dei dermatologi

Posted on 18 Giugno 2026

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Con l’arrivo dell’estate e la prospettiva di temperature straordinariamente elevate, gli esperti della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse hanno pubblicato una serie di raccomandazioni fondamentali per salvaguardare la salute della pelle, evidenziando che l’uso della crema solare è solo una parte di una strategia di prevenzione più ampia.

Il decalogo degli specialisti suggerisce prima di tutto di scegliere un fattore di protezione non inferiore a trenta, che deve essere adeguato al proprio specifico fototipo e al tipo di ambiente in cui ci si trova.

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Come bisogna proteggere la pelle in estate secondo i dermatologi

Il primo aspetto da non sottovalutare è che la crema deve essere applicata in modo uniforme su ogni parte esposta del corpo, inclusi dettagli spesso trascurati come le orecchie, i piedi, le mani e le labbra. Questa operazione andrebbe preferibilmente eseguita a casa circa mezz’ora prima di esporsi, e ripetuta con regolarità dopo il bagno o in caso di abbondante sudorazione, anche se si utilizzano formulazioni resistenti all’acqua. Gli esperti raccomandano inoltre di proteggersi pure nelle giornate nuvolose, in montagna o in barca, evitando l’esposizione diretta nelle ore centrali della giornata, ovvero tra le undici e le quindici, e riservando un’attenzione e prodotti specifici ai bambini.

Una protezione accurata contrasta gli effetti nocivi dei raggi ultravioletti. I raggi di tipo A, che costituiscono la quasi totalità delle radiazioni terrestri, penetrano in profondità causando stress ossidativo e invecchiamento precoce. I raggi di tipo B sono invece i diretti responsabili di eritemi e alterazioni del DNA, elementi che aumentano il rischio di sviluppare tumori della pelle come i carcinomi e il melanoma.

Attenzione alla luce visibile

Tuttavia, la ricerca scientifica recente invita a considerare l’esposoma solare nella sua interezza. Non bisogna difendersi solo dagli ultravioletti, ma anche dalla luce visibile, in particolare dalla sua componente blu-violetta, capace di accentuare le macchie cutanee e il fotoinvecchiamento. Per ovviare a questo problema, i dermatologi suggeriscono l’impiego di solari colorati contenenti ossidi di ferro, che si dimostrano molto efficaci nel bloccare la luce visibile.

L’obiettivo moderno non è più la semplice prevenzione delle scottature, ma il contenimento del danno cumulativo ambientale che si stratifica nel tempo. Di conseguenza, diventa cruciale adottare una fotoprotezione personalizzata, definita insieme a uno specialista in base all’età, alla professione e alle patologie personali. Infine, la scienza sta esplorando la fotoprotezione biologica, che punta a potenziare le difese naturali delle cellule contro i danni ambientali, sebbene siano ancora necessari ulteriori studi di approfondimento. Il consiglio principale è quindi quello di affidarsi ad un esperto anche quando si tratta di protezione solare.

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