L’epidurale per ridurre il dolore durante il parto

Cosa bisogna sapere

di Miss Milla 13 novembre 2014 9:30

Partorire il proprio figlio è un’esperienza magica, tante sono però le preoccupazioni che riguardano questo momento, si desidera che il proprio bambino stia bene e che nulla di negativo possa succedere. In alcuni casi ci si confronta prima del parto con il medico per definire le modalità in cui avverrà il parto, in altri casi invece possono esservi delle decisioni prese in procinto del parto.

L’epidurale può essere fatta per ridurre il dolore durante il parto e molte donne lo scelgono per questo motivo. Come tutte le anestesie, l’epidurale richiede la presenza di un anestesista-rianimatore. E’ quindi  necessario prevedere un incontro con l’anestesista qualche settimana prima del parto.

È indispensabile che egli conosca il passato clinico e determini l’assenza di controindicazioni all’epidurale nei casi specifici.

È possibile effettuare l’epidurale durante il parto fino a una dilatazione di 6-7 centimetri del collo dell’utero. E’ possibile quindi decidere quasi all’ultimo momento. Tutte le donne possono beneficiarne, se non sono presenti controindicazioni (febbre, infezioni dorsali, disturbi della coagulazione, malattie neurologiche).

Con l’epidurale il parto puo’ essere anche cesareo. Non c’è bisogno di anestesia generale, tranne se lo stato della paziente lo richiede. L’epidurale consente un parto più armonico, meno stancante, e permette più facilmente al padre di accedere alla sala parto.

Permette alla mamma di essere cosciente e più efficace: tutti i muscoli funzionano, solo la trasmissione del dolore al cervello viene bloccata.

 Il recupero è più rapido per la madre, che potrà essere in piedi già quattro o cinque ore dopo la nascita.

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