Stop ai test su animali: arriva l’ok

Solo cosmetici cruelty free dal prossimo Marzo per la gioia degli animalisti di tutta Europa.

di Francesco Giuseppe Ciniglio 23 gennaio 2013 19:41

Cambio radicale in vista nel mondo della cosmesi. Stop ai test sugli animali per le aziende produttrici di cosmetici già dal prossimo marzo 2013. Artefice del provvedimento, l’Unione Europea, che ha decretato il divieto di vendere prodotti cosmetici testati sugli animali a partire dall’11 marzo.

Come se non bastasse, dall’11 luglio le aziende cosmetiche dovranno dotarsi di etichette in grado di cautelare il consumatore e verranno fissate regole precise contro le pubblicità poco chiare e volte a trarre in inganno i potenziali clienti.

Stop ai test su animaliUna legge datata 2009

Un decreto legge risalente a oltre 3 anni fa, rinviato diverse volte, ma che ora è divenuto realtà.  Lo stop ai test sugli animali riguarderà le analisi sulla tossicità di alcuni ingrendienti, che le aziende cosmetiche eseguono quando sperimentano nuove formulazioni. La deroga è stata possibile perché fino ad oggi non erano stati trovati dei diversivi alla sperimentazione sugli animali.

Ora, stando a quanto spiegato da Stefano Dorato del Centro Evcam, i produttori di cosmetici saranno anche tenuti ad includere i nano materiali utilizzati nell’elenco degli ingredienti.

Gli animalisti europei potranno finalmente gioire, infatti, il divieto previsto per l’11 marzo non dovrebbe subire ulteriori rinvii. A garantirlo, Tonio Borg, commissario Ue alla Salute.

Aziende cosmetiche e stop ai test sugli animali – Cosa accadrà?

Pietra tombale per la ricerca o vero progresso? Le multinazionali della cosmesi non sembrano essere affatto entusiasta del divieto di test sugli animali. La giustificazione ufficiale è che senza l’ausilio di quest’ultimi, non sarebbe possibile progredire nella ricerca.

Realtà o bugia dettata dal business? L’unica cosa certa è che le aziende di cosmetici cruelty free (ovvero che non eseguono test sugli animali) sono presenti in tutta Europa e il giro d’affari delle stesse sembra essere in continua espansione. Segno questo, che etica e business possono andare a braccetto. Qualità e crudeltà in campo cosmetico non devono essere un binomio indissolubile per forza di cose.

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